“Un passo indietro per mantenere l’unità”, così è arrivato infine dalla frangia rigorista dei Cinquestelle l’agognato sì al candidato sindaco proposto dal Pd. Dopo settimane di lungo travaglio, Pd, M5s e tutta l’area di sinistra hanno trovato infine la convergenza su Franco Miceli come candidato del centro sinistra a Palermo. Le ultime titubanze all’interno del M5s sono state infine vinte domenica mattina dopo una riunione degli esponenti palermitani con Giuseppe Conte e Paola Taverna. La svolta è arrivata grazie al “passo indietro” di Giampiero Trizzino, candidato designato per il Movimento, che ha dato il suo avallo ma non senza rimarcare le spaccature emerse nelle ultime settimane: “Nella riunione di oggi sono emerse apertamente le due anime del M5s – ha scritto Trizzino in una nota -. Questa condizione impedisce al Movimento di essere unito e proiettato sul medesimo obiettivo, e dunque di andare avanti. Ho ricevuto tanti attestati di stima in questi mesi e questo mi lusinga, ma per amore dell’unità del M5s e soprattutto della mia città, non posso che agire con lealtà e fare di conseguenza un passo indietro. Mi auguro che da qui a breve si possano aprire confronti pubblici con gli attivisti, come quello che abbiamo fatto domenica scorsa, perché rappresentano l’anima autentica di questo gruppo”.

Con queste parole Trizzino ha ufficializzato il via libera unitario dei grillini siciliani superando le ultime ritrosie. Per lunedì è invece atteso l’arrivo nel capoluogo siciliano di Francesco Boccia, responsabile enti locali del Pd: sarà probabilmente questa l’occasione per l’ufficializzazione della candidatura di Miceli. Il 70enne, presidente nazionale dell’ordine degli architetti, ex assessore ai Lavori pubblici negli anni ’90, ai primi mandati da sindaco di Leoluca Orlando, sarà dunque il prossimo candidato del centrosinistra alla guida di Palermo. Un percorso molto travagliato ha portato infine i Cinquestelle a dare l’avallo unitario al candidato civico proposto dal Partito democratico. È stato, infatti, Antonello Cracolici, storico dirigente dem siciliano a spingere per la candidatura dell’architetto palermitano, proponendola subito a una parte dei Cinquestelle. In particolare ai due deputati palermitani Adriano Varrica e Steni Di Piazza che hanno subito presentato la proposta a Conte. Un passaggio che ha irritato il resto dei palermitani del Movimento con i quali il sostegno al deputato proposto dai dem non era stato ancora condiviso. E che ha scatenato i conflitti all’interno dei grillini siciliani, a questo punto superati nella riunione di ieri.

Dopo un fine settimana di fuoco, segnato da continue comunicazioni tra le parti, tavoli convocati e poi saltatati (sabato pomeriggio i grillini hanno dato forfait ad una riunione del centrosinistra), è arrivata infine la sintesi dei Cinquestelle ieri mattina. Una riunione online tra deputati e consiglieri nazionali, regionali e comunali, Giuseppe Conte e Paola Taverna, che ha infine portato a superare le fratture interne. La forte contestazione rivolta alla proposta della candidatura di Miceli era soprattutto sul metodo. Un metodo che non era andato giù neanche ad una parte del Pd e del mondo dell’associazionismo. Anche tra i giovani dem si era infatti scatenato un forte dissenso perché il nome dell’architetto palermitano non era stato proposto al tavolo del centrosinistra: “Nulla c’entra Miceli, o chi per lui, attorno al quale ora è necessario stringersi per dare vita una reale squadra che sia rappresentativa del sentire della città che vogliamo diventare: giovane, non-discriminatoria, aperta, trasparente e che ascolti le persone”, sottolinea Valerio Bordonaro, responsabile per gli Affari europei del Pd. Tra i giovani del partito che avevano contestato la scelta di Miceli. Contestazione poi rientrata: “È stato un ottimo segnale quello dato dal tessuto attivo e giovane del centro sinistra: la volontà, riuscita, di disinnescare un ennesimo precedente di operazioni solitarie”, ha spiegato ancora Bordonaro.

Così anche Mariangela Di Gangi, di Facciamo Palermo, tra i nomi circolati negli ultimi mesi come possibile candidata, ha oggi ufficializzato il suo appoggio a Miceli che aveva incontrato personalmente venerdì: “Adesso deve prevalere il senso di responsabilità e non gli interessi parziali, ciascuno dal canto suo – ha detto Di Gangi -. Che i tavoli non bastavano, men che meno i caminetti, lo abbiamo detto da tempo. Non perché l’intento fosse quello di farli saltare, semmai di aprirli. Ma per evitare che accadesse ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti e tutte, ossia che la tattica prevalesse sui bisogni della città. Tutto questo ho rappresentato nei giorni scorsi anche a Franco Miceli, certa che ne avrebbe colto senso e importanza, come è stato. Quindi sì, può essere certamente lui la persona migliore per interpretare un progetto inclusivo e vincente per Palermo alle prossime elezioni amministrative”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“Santo subito”, il libro di Giovanni La Torre su Mario Draghi: “Ma è veramente un fuoriclasse dell’economia?” – Video

next
Articolo Successivo

L’impatto del reddito di cittadinanza è positivo, i dati Inps lo dimostrano. Ma pochi ne parlano

next