Il mondo FQ

Nucleare, la riunione di Forza Italia con Pichetto: “Intestiamoci la legge in nome di Berlusconi”

Vertice notturno dei deputati azzurri, il ministro dell'Ambiente: "Impossibili nuovi incidenti come Cernobyl e Fukushima, faremo un referendum nella prossima legislatura". I richiami al fondatore nel 2011
Nucleare, la riunione di Forza Italia con Pichetto: “Intestiamoci la legge in nome di Berlusconi”
Icona dei commenti Commenti

“Dobbiamo intestarci il ritorno all’energia nucleare”. Sono passate da poco le 21 di martedì e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin interviene alla riunione di gruppo settimanale di Forza Italia voluta dal capogruppo Enrico Costa per parlare proprio della nuova legge delega sul nucleare. Un testo che è arrivato in aula e sarà approvato nelle prossime settimane ma su cui Forza Italia, con il nuovo corso di Marina Berlusconi, vuole mettere il cappello. L’apertura delle centrali nucleari fu una storica battaglia di Silvio Berlusconi ma fu bocciata nel 2011 con un referendum popolare.

Martedì Pichetto si è presentato di fronte ai deputati con 7 slides per spiegare perché il nucleare di nuova generazione è “pulito, sicuro, non costoso”. Pichetto ha anche spiegato che con nel 226 “è impossibile” un nuovo incidente come quello di Cernobyl o di Fukushima. Inoltre ha rivelato l’esito di un sondaggio di Porta a Porta secondo cui più di un italiano su due sarebbe favorevole al nucleare. Il ministro dell’Ambiente di Forza Italia ha anche spiegato l’iter del disegno di legge: approvazione alla Camera, poi passaggio al Senato e, in caso di modifiche, ritorno a Montecitorio prima di un referendum abrogativo che viene messo in conto la nella prossima legislatura: “Abbiamo rimandato la legge per dare la precedenza alla riforma sulla giustizia”, ha aggiunto Pichetto.

Oltre al ministro dell’Energia sono intervenuti anche i deputati Andrea Orsini e Luca Squeri, responsabile energia del partito che ha ricordato le volontà del fondatore Silvio Berlusconi che, dopo il referendum perso nel 2011, disse: “Questa volta è andata male, ma quando i tempi saranno maturi lo faremo”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione