“Penso che Xi Jinping, che pure qualcosa aveva saputo da Putin nel loro incontro ai giochi olimpici invernali, credeva che l’invasione russa in Ucraina sarebbe stata molto più rapida e meno problematica. E invece, al pari di Putin, si è trovato con molti problemi e un allungamento dei tempi. Una cosa è certa: gli sviluppi sul terreno imbarazzano la Cina. I cinesi giocano su due registri molto sottili e l’equilibrio da tenere è molto delicato”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24, dall’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente dell’Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), che spiega: “Da un lato, la Cina ha la forte tentazione di fare la lega degli autocrati e soprattutto di portare a un basso prezzo la Russia nel campo cinese, in qualche modo tenendola come alleata di seconda classe e giocando sulle debolezze di Putin in questo momento. Dall’altro, la Cina – continua – vuole perseguire l’egemonia mondiale e rivaleggiare con gli Usa per il primato, non certo con le armi, ma con l’economia, la tecnologia, le infrastrutture. Quindi, l’idea che si crei una instabilità che porti a un aumento del prezzo delle materie prime e a una fase di costrizione dei flussi commerciali mondiali non può certamente far piacere alla Cina“.

L’ex direttore del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza) analizza lo stato attuale del conflitto Russia-Ucraina: “In questo momento Putin pensa ancora di poter avere ulteriori vantaggi sul terreno, cioè crede di poter arrivare in armi alla neutralità dell’Ucraina, possibilmente con un governo diverso da quello di Zelensky, e il riconoscimento dell’annessione della Crimea e del Donbass alla Russia. Dall’altra parte – prosegue – abbiamo un’eroica resistenza di un popolo che lotta per la propria libertà e di un presidente che si rifiuta di lasciare il suo Paese, o anche solo di spostarsi a ovest, e che l’Occidente sta doverosamente aiutando. Tuttavia, Zelensky non ha ancora la percezione, se mai l’avrà, che sia arrivato il momento di arrendersi. Quindi, in questo momento, quello che sta accadendo non giustificherebbe ancora l’arrivo a un accordo”.

Massolo sottolinea: “Cosa si può fare adesso? Continuare ad alleviare le conseguenze umanitarie, agire nei confronti di Putin con buoni uffici nel modo più moderato possibile e soprattutto dare manforte agli ucraini, perché è nell’interesse dell’Occidente affinché il prevalere di Putin sul terreno sia il più mutilato possibile. Non credo affatto che Putin voglia allargare il conflitto contro l’Occidente, perché c’è un dopoguerra anche per gli autocrati e quindi anche per Putin. Oggettivamente, per come si è messa per la Russia, tra le défaillance delle forze armate, gli inconvenienti dell’intelligence, le pesantissime sanzioni occidentali che di fatto tagliano la Russia dal mondo, con l’economia russa che è tutta dipendente dall’esportazione energetica e che è più piccola di quella italiana – conclude – sfidare il mondo intero mi sembrerebbe davvero troppo. Putin si è preso un rischio eccessivo e il boccone che sta cercando di inghiottire è talmente grande che comincia ad avvertire le difficoltà. Però anche per gli autocrati esiste il dopoguerra. L’azione che Putin sta facendo non è quella di un pazzo irresponsabile, ma risponde a una logica razionale e precisa, seppure aberrante. Ma non credo che questa logica preveda l’assalto all’Occidente con l’arma nucleare”.

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