Ucraini nazisti”. Ad accusare è Alina Kabaeva, 38 anni, ex campionessa russa di ginnastica ritmica e amante segreta di Vladimir Putin. Lo fa come atleta vincitrice di decine di medaglie, ma anche come ex donna politica. Da ex parlamentare della Duma. Si esprime così sulla “vergogna della squalifica Cio”, attaccando duramente l’esclusione della Russia dal Comitato Olimpico Internazionale. Parla della squalifica per quattro anni dalle Olimpiadi, nel 2019, e la ricollega ai fatti di oggi. “Credo che non ci sia mai stata una pagina più vergognosa nella storia dello sport mondiale”, spiega nelle sue dure dichiarazioni alla Tass. E rincara, a proposito del bando degli sportivi: “Non si sono preoccupati e non hanno rimosso dalla competizione nessun paese che ha partecipato alla distruzione di centinaia di migliaia di civili in Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria”. Aggiunge che invece “i funzionari sportivi si sono arrabbiati molto quando la Russia ha deciso di proteggere il Donbass e Lugansk da nazisti”.
Kabaeva, che ancora alle Olimpiadi di Sochi nel 2014 portava la fiaccola nella cerimonia inaugurale, rievoca il caso dell’esclusione della Russia per doping dalle Olimpiadi del 2019 come prova della persecuzione. Ci sarebbe per lei, dietro questa decisione per la durata di quattro anni, la volontà di “umiliare i russi”.

La star della ritmica è stata compagna di squadra, nel 1998, nell’Aurora Fano, dell’azzurra Laura Zacchilli che oggi ricorda come una ragazza timida e sorridente. Il suo soprannome nel mondo dello sport? “La contorsionista”. Originaria dell’Uzbekistan, Kabaeva era allenata da Irina Viner, uzbeka di Samarcanda, attuale presidente della Federginnastica russa e moglie di Aliser Usmanov, l’uomo più ricco di Russia. Aveva un grande talento nella ritmica, un’espressività e una flessibilità non comuni. Ma non amava stare sotto i riflettori. Era timida anche quando ormai era diventata un star con decine di medaglie. Avrebbe potuto vincere l’oro già a Sydney, ma prese solo l’argento. Però nel 2004, ad Atene, fece da protagonista. Nel 2017 il ritorno in Italia, a Pesaro come ambasciatrice dei Mondiali, e la consegna all’azzurra Milena Baldassarri del ‘premio Kabaeva’.

E la vita privata? Le prime notizie sulla relazione con il presidente Putin risalgono al 2008. Allora Putin era ancora sposato con Lyudmila Skrebneva e non poteva certo ufficializzare. Ma ci ha pensato il canale di notizie Moscow Komsomol a riportare la notizia. Subito dopo però cancellata. Putin e Kabaeva erano stati visti insieme diverse volte e diventava sempre più difficile, nonostante i tentativi, nascondere quella frequentazione. Kabaeva era una donna indipendente. E’ stata anche una parlamentare. Alla Duma di Stato dal 2007 al 2014, rappresentava il partito Russia Unita. Ed è una delle donne russe più pagate di tutti i tempi. Nel 2009 per esempio, ha guadagnato quasi 13 milioni di rubli, nel 2011 11,5 milioni. Possiede anche diversi appezzamenti di terreno e appartamenti. Oggi è presidente del cda del National Media Group, gruppo di media che controlla diverse testate e canali televisivi. Ma la sua vita oltre il podio della ginnastica, l’attività politica precedente e quella manageriale di oggi è top secret. Nessuna conferma, ma nemmeno smentita, sulla notizie trapelate negli ultimi giorni. Sarebbe rintanata in uno chalet in Svizzera con i quattro figli avuti dal leader russo, tutti con passaporto svizzero. Ed è da lì che sarebbero partite anche queste ultime dichiarazioni.

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