“È per la quinta volta che ci troviamo in questa chiesa per celebrare i funerali di appartenenti ad una stessa famiglia”. Ha iniziato così la sua omelia don Osvaldo Brugnone, il giovane parroco della chiesa madre di Pietraperzia (Enna) che ha celebrato oggi i funerali di Concetta Mancuso, 52 anni e della madre Vincenza Fontanella, 78 anni morte col Covid: le ultime due vittime di una famiglia di sei persone sterminata dal virus. ” Siamo tutti sconvolti, arrabbiati, addolorati ” ha aggiunto il parroco. Abitavano tutti in un raggio di pochi metri e nessuno di loro era vaccinato.

A morire due coniugi e tre figli (un uomo e due donne). La sesta vittima è la suocera novantunenne di una delle due donne morte. “Ci hanno etichettati come no vax – dice Noemi, 25 anni figlia della cinquantacinquenne morta il 22 gennaio e nipote delle due anziane decedute ieri, anche lei non vaccinata – Ma la verità è che avevano una paura pazzesca: avevano saputo degli effetti che poteva produrre il vaccino, perché un nostro conoscente era morto proprio a seguito della somministrazione di una dose del farmaco e per questa ragione avevano scelto di non farlo”.

È la fine di dicembre quando le due sorelle vengono ricoverate in ospedale, all’Umberto I di Enna. “Sono arrivate con una polmonite severa – dicono i medici che le hanno avute in cura – un quadro molto grave che le ha portate alla morte, nonostante le cure”. Dopo qualche giorno anche il padre comincia a stare male. Così i familiari chiamano il 118, ma l’uomo, ottantenne, muore prima che arrivino i soccorsi. Nello stesso giorno la moglie e il figlio vengono ricoverati e in ospedale viene loro diagnosticata la polmonite interstiziale grave. Uno alla volta cadono tutti, passando dai reparti di Malattie infettive, Medicina Covid e Rianimazione. Dopo la donna di 55 anni, mamma di Noemi e di una altro ragazzo di 24 anni, muore il fratello di 50 anni. L’sltro ieri è stata la volta della mamma, 78 anni, deceduta solo qualche ora prima della figlia di 52 anni. “Poco prima che la portassimo in rianimazione – dice un’infettivologa dell’ospedale – ha chiesto scusa a tutti i sanitari“.

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