Dopo l’ovazione in Aula per il raggiungimento del quorum da parte di Sergio Mattarella, a Montecitorio l’attenzione si è subito trasferita verso i banchi dove sedeva Pier Ferdinando Casini, che ha ricevuto anche lui abbracci e applausi da tutte le forze politiche, dal Pd a Forza Italia. Per giorni il senatore del gruppo è rientrato nella rosa dei “quirinabili”, pur senza essere ufficialmente candidato. E lui, anche questa volta, ha coltivato fino alla penultima votazione le ambizioni di arrivare al Colle.
Così, al termine della seduta, una volta conclusa la partita del Quirinale, un applauso è scattato anche nei confronti dell’ex Udc, con tanto di pellegrinaggio verso lo stesso Casini. Dal segretario Pd Enrico Letta, passando per la capogruppo di Forza Italia in Senato Annamaria Bernini, fino ai centristi come Maurizio Lupi (Noi con l’Italia) ed esponenti dem e di Italia Viva, in tanti si sono voluti complimentare comunque con il parlamentare, al di là del risultato. Lo stesso Casini, in fondo, dopo le ultime trattative con i partiti in Aula, tra capannelli e colloqui privati, aveva compreso come non avesse più possibilità di salire al Quirinale. Aveva così convocato la stampa, chiedendo ai parlamentari che ancora lo sostenevano di essere tolto dalla lista dei candidati alla corsa. In Aula, nel suo volto, non sembra esserci stato spazio per i rimpianti. Così ha ringraziato con gesti eloquenti per l’applauso, abbracciando Enrico Letta e tanti altri colleghi. Sarà, forse, come sette anni fa, per la prossima volta.

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