Devo ammettere che non sono mai stato un fan di Sergio Mattarella, ma del ruolo che ha ricoperto e ricopre tuttora sì e quanto accaduto in occasione della sua forzata rielezione mi ha convinto ancor di più che non siamo sulla strada giusta. Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che la nostra classe politica è semplicemente incapace, per non dire inutile. Per interesse prettamente personalistico non hanno voluto mettere al primo posto le necessità e le esigenze del popolo italiano. Quel popolo che li ha eletti e dal quale vengono mantenuti con le tasse che i contribuenti pagano.

Ancora non so spiegarmi completamente il perché le cose siano andate così e mi dispiace personalmente per Mattarella che ritengo una degna persona. Così come erano degne di aspirare alla presidenza della Repubblica alcune altre persone, di altissimo profilo, menzionate in questi giorni. Ma del profilo e quindi della professionalità interessava a pochi, evidentemente. Quel ruolo era stato già assegnato e dobbiamo solo attendere che il prescelto sia libero da impegni. A pensarci vengono i brividi. Non oso pensare come si dovrebbero sentire i padri costituenti della nostra Repubblica, così come tutti coloro che credono veramente che l’Italia sia un paese libero.

Visto quanto accaduto, sembra normale e scontato accettare che si possa eleggere la più alta carica dello Stato in questo modo, cioè per mancanza di candidati. Come già detto, non è così e questa situazione, grottesca e scandalosa, è purtroppo lo specchio del nostro paese.

Mi auguro veramente che queste criticità vengano realmente percepite, capite e infine tradotte in azioni concrete per risolverle. Se non capiamo questo, non abbiamo futuro. O meglio, un futuro ci sarà sempre, ma sempre più buio e con sempre meno speranza. Quella speranza che già si era ridotta al minimo quando abbiamo visto con quale accanimento si è tentato di far passare la candidatura della Casellati a presidente della Repubblica come un fatto normale, dimenticando il suo ruolo e le azioni da lei portate avanti in questi ultimi anni. Di fatto, si è inasprita una situazione già tesa, complicando non poco la ricerca di una soluzione.

Avrebbe dovuto essere scontato pensare che il futuro presidente della Repubblica, uomo o donna che fosse, si contraddistinguesse per iniziative e battaglie di valore, per il coraggio, per essere stato dalla parte dei più deboli, affinché la sua azione potesse essere di ispirazione per tutti i cittadini. Abbiamo invece assistito, nell’ultima settimana, alla solita sgomitata tra gente piccola, gradita a qualche segreteria di partito al fine di ipotecare successivi favori. Uno spettacolo sempre ostico da digerire.

Ora abbiamo di nuovo Mattarella, che si è prestato ad un gioco che avremmo fatto volentieri a meno di vedere. Anche perché in questo modo non si risolve il problema: lo si sposta solo in avanti (per la gioia di alcuni) e questa scelta non sarà senza conseguenze. Mi piacerebbe che tutti noi pensassimo seriamente a questo e in cuor nostro ci chiedessimo cosa veramente potremmo fare per migliorare noi stessi e quindi il nostro paese.

Mi sarebbe piaciuto che fossero stati i temi portati avanti dai sostenitori degli aspiranti presidenti della Repubblica, cioè i partiti, ad animare la competizione; invece, la competizione non c’è proprio stata, se non quella nascosta tramite prove di forza ridicole. Arrivati a questo punto, al fine di mantenere un briciolo di serietà e di rispetto per le istituzioni, non possiamo che augurare a Mattarella di svolgere il suo lavoro con tranquillità. Saranno tanti i tentativi di distogliere l’attenzione dal bene supremo che è il rispetto della Costituzione, ma dobbiamo fare in modo, tutti, che ciò avvenga. Se invece, tra pochi mesi – forse addirittura settimane – ci si annuncerà che per “validissimi” motivi l’attuale presidente della Repubblica rassegnerà le proprie dimissioni, forse anche i più scettici capiranno che paese sarà diventato l’Italia.

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