Affossata dai franchi tiratori, tra voti dispersi, preferenze per Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, pure per l’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma. A scrutinio segreto, viene bocciata la candidatura della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, mandata a sbattere dal kingmaker e segretario leghista Matteo Salvini alla quinta votazione del Parlamento in seduta comune, come candidata del centrodestra per succedere a Sergio Mattarella come capo dello Stato.
Rispetto ai voti a disposizione dei grandi elettori di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Cambiamo, Coraggio Italia, Noi con l’Italia e altri minori, alla seconda carica dello Stato sono mancati ben 71 voti, con il centrodestra deflagrato a scrutinio segreto, tradito dai suoi stessi parlamentari. La senatrice, visibilmente infastidita dall’esito del voto, ha seguito lo spoglio accanto al presidente della Camera Roberto Fico, nonostante le proteste arrivate dal Pd che aveva bollato come “inopportuno” che la presidente Casellati co-presiedesse lo scrutinio odierno “controllando i voti per se stessa”. E così, di fatto, la seconda carica dello Stato ha provato a fare, passando al setaccio ogni scheda considerata “nulla” dal presidente Fico. Il “controllo” delle schede, però, è servito a poco, considerati anche tutti i nomi di forzisti letti nel corso dello spoglio e l’ampia mole di franchi tiratori.
Così, tra preferenze arrivate a Berlusconi e Tajani, Casellati è sembrata quasi disinteressarsi dello spoglio, fissando lo smartphone, quasi a cercare messaggi di spiegazioni da chi le aveva garantito (i leader del centrodestra) compattezza sul suo nome.

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