Lo scrittore Nicolai Lilin, autore, tra l’altro, di ‘Educazione Siberiana’, è ricoverato in rianimazione in un ospedale di Milano per “complicazioni ai polmoni”. Ad annunciarlo è stato lui stesso, pubblicando su Facebook delle foto in ospedale. “Cari amici, vi chiedo perdono se non rispondo ai vostri messaggi, purtroppo sono in rianimazione, con le complicazioni ai polmoni. Vi ringrazio per vostra pazienza, appena mi riprendo, risponderò a tutti, come ho sempre fatto. Un forte abbraccio”, ha scritto. Poi, in un altro post, ha voluto fare chiarezza sulle sue condizioni di salute e replicare alle accuse di chi l’ha bollato come un “no vax” perché lo scorso ottobre – in un’intervista pubblicata sul magazine “Mow” – si era detto “totalmente contrario” all’adozione del green pass perché “non ha niente a che fare con la gestione della malattia. È un modo velato di imporre i limiti dei cittadini sfruttando l’emergenza. Noi sappiamo che anche le persone vaccinate possono ammalarsi e trasmettere il Covid. Hanno diviso la società in due parti e hanno limitato la mia vita da cittadino”.

“Sono stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano in seguito ad una complicazione polmonare, in pratica nel mio torace si è creata una grande bolla d’aria che ha schiacciato il polmone destro impedendomi di respirare. Una brutta sensazione, è come annegare fuori dall’acqua. I ragazzi dell’ambulanza sono arrivati in fretta, competenti e gentili, mi hanno subito dato l’ossigeno e portato in ospedale molto veloce – ha spigato lo scrittore 42enne -. Al pronto soccorso mi hanno fatto una serie di esami sul covid, sono risultato negativo, poi mandato a fare Tac ai polmoni, che ha rivelato il problema. Subito mi hanno portato praticamente in uno stato di svenimento, perché mi mancava l’aria disperatamente, al reparto che ho preso per rianimazione, ma forse era qualcos’altro, purtroppo non sono affine alle terminologie ospedaliere e mi trovavo in uno stato pietoso, quindi posso aver sbagliato nell’affermare che ero in rianimazione”.

“I medici abbastanza velocemente attraverso un’operazione chirurgica con anestesia locale mi hanno messo un tubo di sfiato nella parte alta del costato destro, per far uscire l’aria dal polmone. Poi mi hanno trasferito nel reparto di medicina d’urgenza, dove rimango tuttora. Ho questo tubo di sfiato ancora attaccato, il quale continua far uscire una sostanza rossiccia che penso sia il prodotto dell’infiammazione del mio polmone – ha svelato Lilin -. Precedentemente al fatto di oggi, ai primi di gennaio sono guarito dal covid, che mi ha lasciato, però, una brutta broncopolmonite. Un giorno ho cominciato persino a sputare il sangue durante la tosse. Preoccupato, mi sono recato al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, però sono stato mandato via da due messi dell’accettazione perché ho la tessera sanitaria scaduta – la ricostruzione dello scrittore -. Ho raccontato di questo episodio allucinante nel mio ultimo video. Se quella sera mi avessero fatto visitare dai medici del pronto soccorso, forse si poteva evitare la brutta e pericolosa complicazione che ho avuto. Tra l’altro, quando ho raccontato questa storia ai medici ed infermieri che mi curavano, tutti sono rimasti sconcertati e indignati, alcuni addirittura si sono scusati con me per il comportamento dei loro colleghi dall’accettazione”.

Quindi il passaggio sul vaccino e sugli insulti ricevuti in rete: “Qualcuno nei commenti ha scritto che io sono uno ‘no vax’ e il male che ho avuto, me lo sono meritato. A parte il fatto che personalmente detesto la divisione della società promossa da certa becera propaganda, che scarica sui cittadini le responsabilità che dovrebbero essere di competenza del governo, nel mio privato mi sono vaccinato, l’ultima dose l’ho fatta a dicembre, poco prima di ammalarmi del covid – ha spiegato Lilin -. Non vorrei offendere la scienza, quindi non mi allargo nel commentare la questione vaccino malattia, ci sono già fin troppi esperti e non, che affrontano questo argomento ogni beato giorno. Vorrei semplicemente notare che trovo certi commenti non appropriati in questa circostanza, probabilmente frutto dell’esaltazione oppure della frustrazione di alcune persone. In questo momento per me penso sia ancora troppo presto per parlare della guarigione completa, però io rimango fiducioso e non vedo l’ora di guarire al più presto, per tornare alle mie solite attività artistiche. Spero che un po’ di chiarezza sul mio stato di salute possa placare la volontà di alcuni di speculare su questa vicenda e – ha concluso – evitare la diffusione delle notizie non corrette“.

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