“Siamo in guerra e in un momento come questo abbiamo preferito mettere a disposizione le nostre forze per i test da fare ai positivi sintomatici e ai quarantenati affinché possano tornare presto a scuola”. A parlare è Pietro Presti, consulente strategico Covid per la Regione Piemonte che da lunedì ha deciso di sospendere “fino a data da destinarsi” il progetto “Scuola Sicura” che prevedeva uno screening per monitorare la circolazione del virus nelle scuole secondarie di primo grado. Per la prima volta, dal dicembre 2020, il Governo di Alberto Cirio è stato costretto a fare un passo indietro di fronte all’emergenza della quarta ondata.

“Alla luce della nuova normativa – spiega Presti al Ilfattoquotidiano.it – abbiamo scelto di mettere tutte le risorse a nostra disposizione a favore dei sintomatici e della gestione dei contatti stretti. Non avrebbe senso rivolgere i nostri sforzi per tracciare gli asintomatici”. Il numero uno della cabina di regia della Regione Piemonte, che è stato il padre del progetto “Scuola Sicura”, tra i primi in Italia a fare un lavoro di prevenzione, non ha alcun dubbio: “Dobbiamo essere dinamici. Il contact tracing si può fare in tempi di pace ma in queste settimane dobbiamo contenere i contagi. Registriamo un tasso di positività talmente alto che serve fare squadra”.

Da questa settimana, dunque, le centinaia di operatori e volontari che erano stati messi in campo per fare il monitoraggio saranno reclutati per i tamponi da effettuare agli ammalati. Una risposta che Presti e Cirio hanno voluto dare alle richieste del ministero della Salute e della struttura commissariale. Il consulente strategico non nasconde la preoccupazione: “Il picco di questa quarta ondata lo avremo tra due settimane. Il mese di gennaio e la prima parte di febbraio non saranno facili da gestire”. L’analisi dell’esperto mette in campo anche un altro dato: “A differenza delle altre ondate, dove due settimane prima del picco si registrava un incremento dei casi nelle scuole, stavolta questa dinamica non si è verificata. Dovremo fare attenzione le prossime settimane per comprendere l’evolversi della curva ed essere pronti ad intervenire”.

In Piemonte sono arrivati anche i militari promessi da Figliuolo: due unità operative che hanno lavorato nel torinese e nella provincia di Cuneo. “È chiaro – specifica Presti – che servirebbe un esercito per far fronte a questa situazione ma ogni aiuto è buono”. Il progetto “Scuola sicura” – a detta di Presti – riprenderà quando la situazione sarà più tranquilla. Il piano prevedeva lo svolgimento di uno screening mediante l’esecuzione su base volontaria ogni quindici giorni giorni di un test antigenico o molecolare agli 83mila componenti del personale docente e non, dei servizi educativi per l’infanzia, delle primarie, secondarie di primo e secondo grado oltre alle agenzie formative del sistema dell’Istruzione e della formazione professionale. Non solo. In questi due anni è stato fatto uno screening modulare sui 75 mila studenti di seconda e terza media, che sono stati sottoposti su base volontaria una volta al mese a tamponi molecolari e antigenici utilizzando gli hotspot presenti in tutto il Piemonte. Solo a dicembre hanno aderito 500 scuole della primaria e 183 delle medie.

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