Uno dice, possibile che Pillon non faccia un post contro la scelta di Amadeus di portare la splendida Drusilla Foer sul palco dell’Ariston? E non ha molto da attendere perché il post arriva, puntuale: “Com’era ampiamente prevedibile, al festival di #Sanremo sempre più LGBT è stata assegnata la quota gender-inclusive già nella fase di scelta dei conduttori. Una domanda: ma sempre in rispetto delle quote, non si potrebbe avere tra i co-presentatori un normale papà (uno eh, non due), e magari di ispirazione conservatrice? Sarebbe un bel segnale, se non altro a tutela delle specie a rischio estinzione televisiva”. Pillon è sempre Pillon. Ma chi è Drusilla Foer (per chi non lo sapesse)? Alter ego del bravissimo attore fiorentino Gianluca Gori, che la definisce “una vecchia soubrette“. È la prima volta che un personaggio en travesti co-conduce Sanremo. C’è chi è rimasto perplesso, chi ancora non ha imparato a chiamare le persone con il loro nome. E c’è chi, Pillon.

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