Un cadavere, non ancora identificato, è stato trovato in un’area boschiva del parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni di Trieste. A quanto si apprende si tratterebbe del corpo di una donna ed è stato trovato in due sacchi neri. Il parco si trova nello stesso rione in cui abita Liliana Resinovich, la donna 62enne scomparsa il 14 dicembre scorso.

Le dinamiche della sua sparizione sono per il momento ancora avvolte nel mistero. Cellulari e portafoglio sono stati trovati nella sua abitazione, dove viveva con il marito, Sebastiano Visintin: di lei, però, non si ha alcuna notizia. Secondo quanto si apprende, la donna avrebbe utilizzato il cellulare l’ultima volta proprio la mattina del 14 dicembre per chiamare l’amico Claudio Sterpin, 82enne, da cui era solita recarsi il martedì per aiutarlo nelle faccende domestiche. Lo avrebbe avvisato che quel giorno avrebbe fatto tardi rispetto al solito perché doveva portare lo smartphone in un negozio di telefonia per una riparazione. I due telefoni, però, sarebbero rimasti nella casa della donna, nel rione popolare di San Giovanni: perché? È uno degli interrogativi a cui dovranno trovare una risposta gli inquirenti. La donna invece avrebbe lasciato l’abitazione poco dopo quella telefonata. Una testimone, una commerciante di frutta e verdura della zona, ha confermato agli inquirenti di averla vista quella mattina proprio di fronte al negozio, tra le 8 e le 9 del mattino. È l’ultima persona, secondo quanto risulta al momento agli atti delle indagini, ad averla vista.

“Non ci sono elementi per indirizzare le indagini verso un’ipotesi piuttosto che un’altra”, dice il Procuratore capo di Trieste, Antonio De Nicolo, che coordina le indagini. La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. Le attività sono condotte dalla Polizia con la Squadra Mobile della Questura del capoluogo giuliano che sta svolgendo tutti gli accertamenti di prassi per capire cosa sia successo. Il 24 dicembre i vigili del fuoco e il Soccorso alpino avevano perlustrato la zona del Boschetto-Ferdinandeo, ricerche anche in quel caso concluse senza esito. L’indicazione del luogo era arrivata da una segnalazione di una residente che affermava di aver sentito “litigare e urlare una coppia” proprio nei giorni della scomparsa.

Liliana vive con il marito Sebastiano, fotografo in pensione, nella zona popolare di San Giovanni. Secondo quanto si apprende, si tratterebbe di un rapporto non più solido. “Sono distrutto. Ho un dolore molto forte per la mancanza di una persona con cui stavo vivendo momenti felici, ma ho molto fiducia nella polizia e nella magistratura”, ha detto l’uomo. “Giorno per giorno – ricorda Visintin – escono notizie di persone che hanno visto mia moglie o che si incontrano con mia moglie a mia insaputa da mesi”. Tra cui ad esempio anche quella di un uomo di oltre 80 anni “che dice che ogni martedì Liliana va a sistemare casa sua e che gli ha detto che vuole lasciarmi”. Visentin, però, non conosceva l’esistenza di quest’uomo: “Mi è caduto il mondo addosso, sono affermazioni che ho difficoltà a capire e su cui chi le fa dovrà rispondere in futuro”.

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