Si può viaggiare dall’Austria all’Italia in aereo senza il green pass? No, secondo la normativa italiana, che prevede l’obbligo del Covid certificate europeo. E da domani 16 dicembre si aggiunge un’ulteriore condizione: test negativo in partenza per tutti gli arrivi in Italia dai Paesi dell’Ue, oltre alla quarantena di 5 giorni per i non vaccinati. Nei fatti però si riesce a superare i controlli, accedere ai gate, imbarcarsi e atterrare nei nostri aeroporti senza che nessuno chieda di esibire il certificato. Lo dimostra un esperimento de Ilfattoquotidiano.it su un volo Ryanair Vienna-Milano di sabato 11 dicembre. Il green pass non è stato verificato né alla partenza dall’aeroporto austriaco, né all’arrivo a Malpensa.

Eppure l’Austria, il paese di partenza di questo viaggio, è ora uno dei più colpiti dalla quarta ondata di Covid. Dopo tre settimane di lockdown per tutti, da questa settimana le misure restrittive sono rimaste attive solo per i non vaccinati, che sono ancora tanti. Qui infatti un cittadino su tre non ha ancora ricevuto la prima dose. E nello scorso weekend oltre quarantamila persone sono scese in piazza contro l’obbligo vaccinale che dovrebbe entrare in vigore dal primo febbraio. L’Austria è considerata come un paese di area C. Secondo l’ordinanza del ministero della Salute per rientrare in Italia da questa lista di stati occorre mostrare il formulario online di localizzazione (Plf) e presentare la certificazione verde del Covid-19. L’operatrice del numero verde, contattato prima di partire da Vienna, lo conferma: per rientrare a Milano si deve esibire “la certificazione di vaccinazione, di guarigione o l’esito negativo di un tampone”. Quando sarà controllato? “Al momento della partenza e forse anche all’arrivo” risponde con incertezza l’addetta al telefono.

Così, dopo aver effettuato il check in online, si arriva ai varchi della sicurezza dell’aeroporto della capitale austriaca. Qui nessuno chiede il green pass e dopo il passaggio al metal detector si accede direttamente all’area dei gate. Tutto intorno i ristoranti sono chiusi e servono solo cibo di asporto. Stessa cosa per i negozi. Quando iniziano le procedure di imbarco, il personale della compagnia aerea chiede il biglietto e il documento di identità. L’attenzione più grande è dedicata alla misura dei bagagli a mano dei passeggeri che devono rientrare in quelle previste dalla compagnia di volo. E il green pass? “Ve lo controlleranno all’arrivo in Italia”. Ma un’ora e mezza dopo, all’arrivo a Malpensa, non c’é alcuna verifica e si esce dall’aeroporto senza che nessuno abbia mai chiesto il green pass.

Ma a chi tocca controllare? Tutti si rimpallano la responsabilità. Dall’aeroporto di Malpensa fanno sapere che, da normativa italiana, il certificato deve essere presentato al vettore, al momento dell’imbarco, e a chiunque sia preposto a effettuare i controlli. Quindi andava controllato a Vienna. Per l’aeroporto austriaco la verifica dei documenti dovrebbe essere effettuata dalla compagnia aerea. La responsabilità di verifica su chi arriva all’aeroporto di Milano però, spiegano da Vienna, è dell’Italia. E per la compagnia aerea? Al momento non è arrivata nessuna risposta. L’unica certezza è che nel corso dell’intero viaggio da Vienna a Milano nessuno ha mai chiesto il green pass.

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