Antonio Di Fazio ha ammesso di aver narcotizzato, spogliato e fotografato la studentessa di 21 anni che lo aveva denunciato. L’ imprenditore, in carcere a San Vittore da circa sette mesi per violenza sessuale durante il processo a Milano con rito abbreviato, l’aveva attirata nel suo appartamento con il pretesto di uno stage formativo nell’azienda di cui era titolare. Le sue azioni erano testimoniate, tra l’altro, dalle immagini che lui stesso deteneva nel computer e che ora sono agli atti dell’indagine. Di Fazio è stato interrogato per parecchie ore – venerdì – dal pm Alessia Menegazzo e dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, e nella giornata di lunedì 13 dicembre non ha negato i fatti di cui è accusato davanti al giudice dell’udienza preliminare Anna Magelli. I legali della vittima, parte offesa nel processo, hanno manifestato perplessità sulla versione data stamane in udienza dall’imprenditore in quanto “non ha ammesso tutto e non ha detto tutta la verità“.

L’uomo ha parlato davanti ai magistrati anche di altri 4 episodi di violenze ai danni di studentesse e giovani donne, che stordiva con le benzodiazepine e di cui abusava. Di Fazio deve rispondere delle violenze commesse con la medesima modalità anche sull’ex moglie, che ha denunciato anche un tentativo di omicidio. Si torna in aula il 18 gennaio per la discussione dei pm e la valutazione del gup di una eventuale riunione del procedimento con il filone per cui Di Fazio il mese scorso ha ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare per altri 5 casi, tra cui il tentato omicidio e le violenze nei confronti della sua ex moglie.

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