Alla fine Ama fa retromarcia: l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Roma ha tolto la parola “malattia” dal testo dell’accordo con i sindacati per abbattere l’assenteismo durante la pulizia straordinaria della Capitale in un periodo delicato dell’anno come le ferie di Natale. Il bonus, esattamente come prima, ci sarà per chi posticiperà le ferie ma solo con gli obiettivi raggiunti, ovvero strade sgombere dai rifiuti. Inizialmente, invece, il premio di 360 euro era stato previsto anche per chi non faceva giorni di assenza per malattia: una decisione che aveva fatto gridare allo scandalo, perché in molti ci hanno visto una qualche forma di elargizione ad ex “furbetti” redenti dai soldi. Ama si era detta pronta a un chiarimento già sabato scorso, a polemica esplosa. Ad annunciare la precisazione in arrivo era stato lo stesso sindaco, Roberto Gualtieri, che correndo ai ripari aveva spiegato: “Visto che il paragrafo su questo punto può dare adito a confusioni, l’azienda mi ha informato che il testo sarà precisato per evitare ogni fraintendimento“.

Quest’anno, in media, le assenze in Ama si sono attestate intorno al 15%, di cui una percentuale che oscilla tra l’8,2% e il 9,2% per malattia. Tra i presupposti dell’intesa sulla pulizia straordinaria della città c’è anche il calo dell’”assenteismo”, come ha spiegato chiaramente l’amministratore unico dell’azienda, Angelo Piazza. L’accordo, che darà tanti più frutti quanti più dipendenti saranno disponibili a lavorare anche nel periodo natalizio rinunciando a ferie e permessi, prevede un “premio aggiuntivo, commisurato alla rimanenza dei 3 milioni” stanziati. Tra le condizioni del riconoscimento di tale benefit c’era anche il passaggio finito nel mirino e poi cambiato: “La riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10% (almeno nei mesi di dicembre e gennaio) rispetto alla percentuale registrata nei mesi di settembre ed ottobre 2021“.

Se la nuova dirigenza di Ama ritiene necessario far calare “l’assenteismo”, i sindacati puntano il dito contro l’interpretazione dell’accordo: “Premia chi lavora di più, disincentivando le assenze di tutti i tipi. Purtroppo è passato il messaggio, manipolato, che si vogliono premiare i furbetti delle malattie, nonostante sia esattamente il contrario”, tuona dalla Cisl Marino Masucci. Di “interpretazione distorta” parla anche la Cgil secondo cui “Ama paga in termini di assenze assimilabili alla malattia, l’età media alta per le mancate assunzioni degli ultimi anni e le malattie professionali. Ridurre questi fattori dovrebbe essere l’impegno strutturale dei prossimi tavoli”. Ma ora la circolare fornisce l’interpretazione ufficiale.

“A Natale Roma sarà più pulita di come l’abbiamo trovata e gli obiettivi del piano saranno raggiunti”, promette Gualtieri. Secondo il sindaco, però, “si tratta solo di un primo passo, per raggiungere gli standard di eccellenza che ci prefiggiamo occorrerà più tempo”.

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