“Cos’è un referendum? E il welfare? Che cosa significa quando alla tv dicono Transatlantico?”. Chi ha a che fare con i bambini e i ragazzi sicuramente si è imbattuto in una di queste domande che nascono se non dall’interesse per la politica, sicuramente dalla curiosità di capire il politichese o il linguaggio dei media. A dare una mano agli insegnanti e ai genitori ci pensa Daniele Aristarco che proprio in questi giorni ha pubblicato per Einaudi Ragazzi un agevole testo dal titolo Piccolo dizionario della politica.

In poco più di 170 pagine, l’autore trova il modo per spiegare ai più giovani i sostantivi che ogni giorno ascoltano quando accendono il televisore, la radio o quando si ritrovano a sfogliare il quotidiano che leggono mamma e papà o il nonno. Aristarco non dà nulla per scontato e spiega parole come “protesta”, “diritto”, “antifascismo”, “Stato”, “partecipazione”, “neutralità”, “dimissioni”. Lo fa in maniera semplice, immediata, con un linguaggio capace di parlare a ogni età.

Un percorso che porta anche a illustrare anche concetti più ardui da raccontare a dei ragazzi. Un esempio che richiama alla memoria la celebre canzone di Giorgio Gaber: che cosa sono la Destra e la Sinistra? Lo scrittore parte dal concetto di indicazione stradale per arrivare alla Rivoluzione francese fino a una spiegazione più attuale: “Quando si parla di Destra e Sinistra, molti tirano una riga al centro del foglio ed elencano i valori che le differenziano. Della Destra si dice che è più vicina alla religione, mentre della Sinistra che è laica e tende, cioè, a separare gli affari dello Stato da quelli della fede”.

Altro concetto non facile da spiegare ad un undicenne è quello di “Welfare”. Aristarco ci prova così: “Lo Stato si impegna a fornire i servizi basilari, come l’assistenza medica, le pensioni, l’istruzione. In questo modo tutte le cittadine e i cittadini hanno la possibilità di vivere un’esistenza accettabile, anche se non hanno un lavoro o non guadagnano abbastanza denaro. In alcuni casi, lo Stato interviene creando posti di lavoro o stabilendo altre forme di aiuto nei confronti di chi ha più bisogno. Questi interventi hanno come scopo il benessere dei cittadini. In inglese ‘welfare’ infatti significa benessere”.

Ne libro dell’Einaudi Ragazzi non c’è un solo capitolo dedicato ad un politico ma c’è un paragrafo, invece, che racconta ai giovani un nome: Patrick Zaki. Di lui, Aristarco, scrive: “Ha gli occhi grandi e buoni, cerchiati da una lieve montatura degli occhiali e una testa fittissima di ricci neri. Zaki rischia fino a venticinque anni di carcere in Egitto per dieci post di un account Facebook. È indispensabile tenere accesa l’attenzione sulla storia di Patrick, continuare a parlarne e fare in modo che i mezzi di comunicazione ne parlino, fin quando resterà in carcere”.

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