Kevin Spacey dovrà risarcire la società di produzione dietro “House of Cards”. Lo ha stabilito una decisione arbitrale: la cifra che si aggira attorno ai 31 milioni di dollari, circa 26,6 milioni di euro. Il licenziamento dell’attore, dovuto alla violazione delle regole di condotta sulle molestie sessuali, ha causato delle ingenti perdite alla serie distribuita da Netflix.

All’epoca dei fatti, era il 2017, la produzione aveva dovuto interrompere la sesta stagione della serie, riscrivendola e accorciando gli episodi da 13 a 8. Nell’ultima stagione, dunque, il personaggio di Frank Underwood era stato eliminato. Da quanto si evince dai media americani, inoltre, nel contratto con la MRC era prevista una policy proprio contro le molestie sessuali. Policy che è stata violata.

Il team legale di Kevin Spacey sostiene invece che i comportamenti dell’attore non siano stati un fattore sostanziale nelle perdite economiche dello show. Ma cos’era successo? Nel 2017, in pieno movimento #MeToo, un attore (Anthony Rapp) aveva accusato l’attore premio Oscar di avergli fatto delle avances sessuali durante un party negli anni Ottanta, quando aveva 14 anni. Dopo di lui, altri accusatori si fecero avanti contro Spacey.

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