L’inquinamento atmosferico ha causato in Europa 307mila morti nel 2019, in Italia sono oltre 10mila solo per il biossido di azoto: più di tutti gli altri Paesi dell’Unione. Questi i dati dell’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), dove dati alla mano si è comunque dimostrato che i morti per l’inquinamento atmosferico sono in diminuzione. Rispetto al report del 2020 si è comunque riscontrato un 2% di decessi in più per No2 (oltre 40mila in Europa) e crescono del 5% anche i morti per rischi da esposizione acuta all’ozono. Stando ai dati, inoltre, il 58% di questi decessi si potevano evitare se tutti i Paesi dell’Unione europea avessero rispettato i parametri dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle polveri sottili. Solo in Italia ci sarebbero stati 32mila decessi in meno, il 65%.

Per rischi da particolato fine PM2,5 in Italia sono morte 49.900 persone, solo in Germania ce ne sono state di più. Proprio del Pm2,5 si è scritto nel piano d’azione adottato dalla Commissione europea Zero Pollution, in cui si è previsto di ridurre del 55% le morti per esposizione al particolato rispetto al 2005, quando se ne sono contate 456mila. Qualche risultato si è già raggiunto, dato che grazie alle politiche messe in atto per diminuire le emissioni e migliorare la qualità dell’aria, i decessi per smog sono diminuiti del 16% rispetto al 2018 e del 33% rispetto al 2005. Però, anche se questo ritmo dovesse restare costante, si arriverebbe al risultato previsto dalla Commissione con due anni di ritardo, nel 2032, e già l’Aea avverte che “sarà una sfida impegnativa“. Per riuscire a ridurre la concentrazione di PM2,5 nell’aria, gli Stati membri “dovranno attuare pienamente i loro programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico (Nacpc), nonché le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici del 2030”. Inoltre, la Commissione ha puntato il faro su un ultimo problema, la tendenza all’invecchiamento e all’urbanizzazione nell’Unione europea. Una popolazione più anziana con case sempre più in citta sarà più esposta alle conseguenze delle polveri sottili e all’inquinamento atmosferico.

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