Il Pd blinda i ruoli chiave nella nuova giunta di Roberto Gualtieri. Il neosindaco ha “riciclato” la propria vice dalla vecchia squadra di Ignazio Marino: è Silvia Scozzese, già assessora al Bilancio nel 2014-2015, che torna in Campidoglio nella stessa veste. Laureata in Giurisprudenza, classe 1966, Scozzese è stata anche commissaria al debito di Roma Capitale: fu nominata dal governo di Matteo Renzi e diede le dimissioni nel 2017. Nel suo curriculum figurano anche gli incarichi di consigliera della Corte dei Conti, di membro del Consiglio di indirizzo per il coordinamento delle politiche economiche di Palazzo Chigi e – dallo scorso aprile – di consigliere giuridico del presidente della commissione Bilancio della Camera dei deputati. Una figura tecnica che è data però per vicina ad AreaDem, la corrente Pd che fa riferimento al ministro Dario Franceschini.

Ambiente e Rifiuti: Sabrina Alfonsi – Alle tre deleghe più delicate e che maggiormente dovranno interfacciarsi con la Regione Lazio – Rifiuti, Trasporti e Urbanistica – Gualtieri ha indicato tre esponenti del proprio partito. È in questi tre settori che arriveranno i maggiori fondi del Pnrr e delle opere da realizzare con le risorse del Giubileo. Per Ambiente e Rifiuti c’è Sabrina Alfonsi, già alla guida del Municipio I: ha ottenuto oltre settemila preferenze e ora è chiamata a gestire i rapporti con la Regioneper quanto riguarda la complessa vicenda dell’individuazione di una discarica di servizio, nonché alla progettazione – tramite Ama – degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti da realizzare nella Capitale. Non solto: un nodo complicato a cui Alfonsi dovrà mettere mano è l’annunciata “sinergia” tra Ama e Acea (la controllata per luce e gas) sullo smaltimento. Nel suo curriculum c’è la consulenza aziendale e nel campo della formazione professionale.

Trasporti: Eugenio Patanè – Ai trasporti, altro tema spinoso nella Capitale, arriva Eugenio Patanè. È già consigliere regionale e dovrà dimettersi entro venti giorni dalla carica di presidente della commissione Infrastrutture, Lavori Pubblici, Mobilità e Trasporti del Lazio. Avvocato, 49 anni, è lui che ha realizzato il programma elettorale di Gualtieri sui trasporti, e che ora dovrà mantenere quanto promesso in termini di mobilità cittadina ma anche – e soprattutto – sciogliere il nodo del concordato preventivo in cui si trova Atac, azienda municipalizzata per il trasporto pubblico. A Patanè il sindaco – che ha tenuto per sè la delega alle partecipate – chiederà anche un piano per il riassesto di Roma metropolitane, società capitolina in liquidazione e che il Pd ha promesso di salvare.

Urbanistica: Maurizio Veloccia – Terza carica delicata: l’urbanistica, settore in cui ricadono i dossier stadio, per i due club della Capitale, e il ginepraio dei piani di zona. La delega è andata a Maurizio Veloccia, 43 anni, ingegnere elettronico ed esperto di sistemi informativi e di comunicazione, attualmente vicecapo di gabinetto alla Regione Lazio, ruolo che dovrà lasciare entro venti giorni. Veloccia è stato presidente del Municipio XI, durante l’era Marino, e in occasione delle ultime elezioni amministrative è risultato il secondo candidato più votato nella lista del Partito democratico. Anche lui, in passato, ha lavorato come consulente aziendale e project manager per diverse aziende. Dovrà da oggi districarsi con permessi a costruire, affrancazioni, aggiornamenti del catasto.

Patrimonio: Tobia Zevi – Spicca, tra le scelte del neosindaco, l’incarico a Tobia Zevi nella gestione del Patrimonio. Un settore su cui la lista Sinistra civica ecologista – promossa da realtà sociali che da anni contestano la delibera 140 del 2015, varata dalla giunta Marino, e chiedono una diversa gestione delle concessioni sul patrimonio indisponibile capitolino – aveva chiesto di essere rappresentata in giunta. Invece, la decisione di Gualtieri è ricaduta su Zevi, uno degli sfidanti di Gualtieri alle primarie dello scorso giugno (arrivò penultimo), che dovrà spendersi per la pacificazione tra associazioni e amministrazione comunale. Trentotto anni, ha ricoperto diversi incarichi politici presso la Provincia di Roma, il Ministero degli Esteri e la presidenza del Consiglio, ha fondato l’osservatorio Roma! Puoi dirlo forte ed è presidente dell’Associazione di cultura ebraica Hans Jonas. All’esponente di Sinistra civica ecologista Andrea Catarci, invece, è andato il decentramento, la partecipazione e i servizi al territorio “per la città dei 15 minuti”.

Politiche sociali: Barbara Funari – Delle Politiche sociali, altra delega intricata, si occuperà Barbara Funari, che proviene dalla Comunità di Sant’Egidio: dal 1990 al 1995 si è occupata dell’integrazione, recupero e sostegno di minori in difficoltà. Rappresenterà il mondo cattolico di Demos, partito di cui è coordinatrice romana e che con Paolo Ciani, consigliere regionale, ha preso parte alle primarie di giugno. A differenza dei Verdi, che hanno ottenuto alle elezioni amministrative un risultato quasi equivalente, Demos ha spuntato una rappresentanza in giunta. I Verdi avevano proposto il primo dei loro eletti, Nando Bonessio, come assessore allo Sport. Sono rimasti fuori e potrebbero a questo punto ottenere la presidenza di una commissione consiliare.

I tavoli per accontentare gli esclusi – Giovedì 4 novembre il sindaco presenterà all’Assemblea la nuova giunta. A presiedere l’Aula è stata indicata Svetlana Celli, ex consigliera della lista Civica per Giachetti nel 2016-2021, poi transitata al Pd per queste elezioni amministrative dove è risultata tra i primi per preferenze in lista. Sarà investita del ruolo dopo la votazione in Aula Giulio Cesare. È sulla presidenza delle commissioni, come anche sulla composizione delle giunte municipali che verranno annunciate nei prossimi giorni, che da domani si giocheranno gli equilibri per soddisfare chi è rimasto escluso dalla prima squadra del sindaco, eletto con il sostegno di sette liste che hanno messo insieme ben 20 forze politiche e civiche e con il Pd animato da più correnti. Non solo: Gualtieri ha promesso una squadra, tra figure politiche e tecniche, di almeno 100 persone “perché Roma non si governa con l’uomo solo al comando”, ha ripetuto come un mantra in campagna elettorale.

Capo di gabinetto, Ruberti trasloca dalla Regione – Poi ci sono tutte le nomine da fare nei ruoli tecnici e nelle partecipate. Uno è certo: Albino Ruberti, capo di gabinetto della Regione Lazio, lascia il governatore Zingaretti e sbarca a Palazzo Senatorio. Per sostituirlo è in pole Andrea Napoletano, attuale direttore di Ater (l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale). Ruberti è stato in questi anni il braccio destro di Zingaretti, quasi la sua ombra su ogni fronte. In un paio di casi è finito alla ribalta delle cronache: a maggio scorso, in pieno lockdown, si è concesso un pranzo fuori con più persone ed è stato multato; nel 2018 è circolato sul web un video in cui era al centro di una zuffa con un gruppo di animalisti sul palco di un evento pubblico; inoltre è finito in una inchiesta della Corte dei Conti da cui è uscito assolto due volte, l’ultima poche settimane fa, per presunto danno erariale e inerente all’affidamento alla società partecipata del Campidoglio, Zetema, di un Laboratorio di comunicazione.

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