“Lo deciderà la nostra alleanza”: Nicola Zingaretti non esclude la sua candidatura nel collegio uninominale Roma Centro, che dovrà tornare al voto per le dimissioni di Roberto Gualtieri, da pochi giorni ufficialmente nuovo sindaco della Capitale. Il collegio è un feudo del centrosinistra e garantirebbe all’attuale presidente della Regione Lazio un posto sicuro da deputato alla Camera. Il dossier non è ancora stato preso in mano dal Nazareno, ma intanto i quotidiani romani hanno avanzato le prime ipotesi – da Cecilia D’Elia a Giuseppe Provenzano – parlando anche di una possibile candidatura di Giuseppe Conte per blindare l’alleanza M5s-Pd. Tra le piste suggerite c’è anche quella che porta a Zingaretti: “Io sto facendo il presidente della Regione Lazio. Perché mi volete mandare via?”, ha commentato oggi il governatore a Mezz’ora in più su Rai 3. Il motivo è che la Regione tornerebbe al voto con un anno d’anticipo, precedendo le elezioni politiche e sfruttando l’onda lunga del successo dello stesso Gualtieri a Roma.

“Correrò per il seggio di Gualtieri? Questi sono i tormentoni. Io sto servendo chi mi ha votato. Chi farà il candidato in quel collegio lo deciderà la nostra alleanza. Io continuo a lavorare per la mia comunità. Mi presento? Non è una scelta che prendo io e non è all’ordine del giorno”, le parole di Zingaretti su Rai 3. Chiuso il discorso elezioni suppletive, l’ex segretario dem si è concentrato sul panorama nazionale: “Penso che possiamo vincere le prossime politiche se arriveremo con una visione del futuro di questo Paese che parla a chi fa impresa, a chi lavora e a chi è disoccupato e gli dà delle risposte”, ha detto. Inevitabile un riferimento anche agli alleati: “Conte sta tentando una grande operazione politica nel rispetto delle radici del M5s, traghettarlo in una nuova stagione permettendo ai suoi valori, alleati con altri, di vincere. Allearsi non è una brutta parola“.

L’altra grande partita riguarda invece il futuro del governo e l’elezione del presidente della Repubblica. “Da spettatore posso dire che il vero problema può essere la parcellizzazione delle Aule parlamentari. Per farci fronte occorre affermare il bene comune del Paese come priorità”, dice Zingaretti. Poi su Mario Draghi aggiunge: “È un grande servitore della Repubblica che si sta assumendo delle responsabilità di scelte strategiche che segneranno i prossimi 50 anni della vita repubblicana con grande buonsenso che gli è riconosciuto nel mondo. Io non lo incasellerai dentro schemi“.

“Come sta lavorando Lamorgese? Bene come tutti i ministri di questo governo, e anche di quello precedente. Ha affrontato dei problemi che nel dopoguerra non ha affrontato nessuno”, prosegue poi Zingaretti, rispondendo a una domanda sulla titolare del Viminale. Il governatore del Lazio sottolinea anche un altro aspetto: “Il problema non sono le piazze piene ma chi al posto di cercare risposte le cavalca e le strumentalizza“. “Nel centrodestra vedo una fase divergente – spiega – loro lo hanno coperto con il selfie ma poi lo abbiamo visto. Nel centrosinistra invece c’è una fase convergente”. Nel Pd “Enrico Letta sta interpretando il ruolo (di segretario, ndr) nel migliore dei modi, sta portando un vero valore aggiunto“, commenta ancora Zingaretti. Alle amministrative “ero sicuro che sarebbe andata cosi. Credo che il mio gesto di rottura sia servito. Ho dato uno shock altrimenti sarebbe stato il Pd della perenne polemica“.

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