A settembre torna ad aumentare l‘occupazione, dopo i cali registrati a luglio e ad agosto. Gli occupati aumentano di 59mila unità (+0,3%) rispetto al mese precedente e di 273mila unità (+1,2%) rispetto a settembre 2020. Ma dagli ultimi dati Istat, basati sui dati provvisori, emerge anche che la ripresa è trainata esclusivamente dagli occupati a termine, che sono saliti di 97mila superando i 3 milioni: oltre il livello del febbraio 2020 (2,9 milioni). Rispetto al crollo dell’aprile dello scorso anno se ne contano 430mila in più. Al contrario, i dipendenti stabili sono calati di 11mila in un mese e si attestano a 14,9 milioni contro i 15 milioni registrati nell’ultimo mese prima dello scoppio ufficiale della pandemia. Dopo il Covid, il mercato del lavoro si sta quindi riorganizzando in direzione di un sempre maggiore precariato. Complice anche lo smantellamento del decreto Dignità approvato la scorsa estate da tutta la maggioranza.

Con queste avvertenze, i numeri dell’istituto di statistica mostrano che in settembre il tasso di occupazione è salito al 58,3% (+0,2 punti su agosto) e quello di disoccupazione è calato al 9,2% (-0,1 punti sul mese precedente), ma è aumentato al 29,8% tra i giovani di 15-24 anni (+1,8 punti). Rispetto a gennaio 2021, si registra un saldo positivo di poco più di 500mila occupati, dovuto esclusivamente alla ripresa del lavoro dipendente che cresce di circa 520mila unità: 161mila stabili e 360mila a termine. Continuano invece a diminuire gli autonomi che crollano a 4,9 milioni: mai così pochi. A febbraio 2020 erano 5,2 milioni.

Rispetto ai livelli pre-pandemia (febbraio 2020) il numero di occupati resta inferiore di oltre 300mila unità, mentre il tasso di occupazione e quello di disoccupazione sono più bassi rispettivamente di 0,4 e 0,6 punti, mentre il tasso di inattività è superiore di 0,9 punti.

L’aumento dell’occupazione di settembre si osserva per gli uomini e soprattutto per le donne e coinvolge le persone tra i 25-34 anni e gli ultra 50enni. La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-1,2%, pari a -28mila unità rispetto ad agosto) è più marcata per gli uomini e coinvolge solo chi ha più di 24 anni. La diminuzione del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, osservata a settembre rispetto al mese di agosto (-0,3%, pari a -46mila unità), coinvolge solamente le donne, i 25-34enni e i maggiori di 50 anni. Il tasso di inattività scende al 35,7% (-0,1 punti).

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, accessibile a tutti.
Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte con idee, testimonianze e partecipazione.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Disabili, il caso di un’operatrice sospesa a scuola perché senza pass: chi vigila sul diritto al lavoro?

next