Massimo Giletti contro Mariano Amici, il medico di base che è stato sospeso, senza stipendio, dal servizio dalla competente Asl territoriale. Non si è voluto vaccinare, nonostante i ripetuti solleciti. C’è di più. Il dottore sostiene che il vaccino sia come il veleno, oppure peggio. L’ha ribadito nello studio di “Non è l’Arena”, scatenando l’ira del conduttore. “La parola veleno, che lei mi vuole mettere in bocca a tutti i costi, è un’esternazione pittorica in una manifestazione di piazza. Se mi fate spiegare i meccanismi di azione, io vi spiego che il vaccino è di più di un veleno. Volete che ve lo spiego? (…) Il veleno c’è scritto nel foglietto illustrativo, non lo dico io”, ha dichiarato il dottore.

Pronta la replica di Giletti: “Lei parla a tante persone, non parla a due cogl*oni. Le parole hanno un peso. Lei non può dire che il vaccino è veleno. Non può dirla questa parola. Perché poi le persone le vengono dietro su questo (…). Lei vuoi scriverselo anche sulla testa (…) Poi ci vedremo in tribunale perché mi ha querelato ma non importa, se mi querela anche stavolta non è l’unico”. Telese, anche lui ospite in studio, l’ha definito “esimio studioso del kiwi”. Questo perché Amici aveva pubblicato un video in cui provava a fare il tampone proprio sul kiwi per testimoniare, secondo la sua versione, quanto siano poco attendibili i tamponi. Ma quest’ultima provocazione incassata da Telese non è proprio piaciuta al medico: “Io non accetto provocazioni, io non sono un esimio studioso del kiwi, non si permetta. Io sono un medico, non faccio il fruttivendolo. Non si permetta altrimenti mi alzo e me ne vado”.

Sempre Amici ha anche contestato l’attendibilità dei numeri. Telese l’ha messo al muro chiedendogli conto del numero di morti reso pubblico dal rapporto dell’istituto superiore di sanità (negli ultimi otto mesi, 33mila morti erano non vaccinati contro i 1440 vaccinati). “Lei sta dicendo che il vaccino non serve, ma poi la gente muore. O lei nega quel dato, e dice che quella fonte non è vera, oppure chiede scusa”, le parole di Telese. “Non è vero, assolutamente. Io non devo chiedere scusa. Quello non è un dato reale perché il meccanismo di diagnosi non è un meccanismo certo”, la risposta. Anche Francesca Fagnani ha attaccato il dottore: “È inaccettabile che dopo 130 mila morti, dica che il Covid si cura con i riposini e il limone. Non se lo pone un problema etico? Trovo insopportabile che lei si rivolga a una platea di persone fragili socialmente, psicologicamente e economicamente, è molto facile fare presa su quelle persone. Non se lo pone un problema etico davanti a persone che la considerano la Madonna? La comunità scientifica non le è venuta dietro perché è corrotta?”.

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