Mentre a Siena i giudici del tribunale stanno per decidere se condannarlo o meno per corruzione in atti giudiziari, Silvio Berlusconi vola a Bruxelles per il pre-vertice del Ppe a Bruxelles. E, parlando con i giornalisti, da una parte tiene aperta a se stesso la porta per il Quirinale e dall’altra la chiude a quello che nel centrodestra sembrava essere il candidato più quotato: Mario Draghi. “Berlusconi come lo vedo al Colle? Lo vedo in forma dopo un po’ di acciacchi dovuti al Covid e non ha per il momento idea al riguardo”, ha detto il leader di Forza Italia, di fatto non respingendo nessuna ipotesi e dimostrando che l’opzione per lui esiste eccome. E a proposito dell’attuale presidente del Consiglio, ha aggiunto: “Draghi sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica, mi domando se il suo ruolo attuale continuando nel tempo non porterebbe più vantaggi al nostro Paese“. A dare corda alla narrazione di Berlusconi, è stato poco dopo il leader del Carroccio Matteo Salvini: “Berlusconi sta decidendo. Ovviamente se decidesse di scendere in campo lui, come leader di uno dei partiti del centrodestra, avrebbe tutto il nostro sostegno. Ma dovete chiederlo a lui”.

La faida in Forza Italia: “Gelmini? Dichiarazioni contrarie alla realtà” – Qual è la strategia del centrodestra? A pochi giorni dalla disfatta delle ammnistrative, regna il caos. Nella coalizione il clima non è dei migliori e il Cavaliere deve, prima di tutto, fare i conti anche con i problemi dentro il suo partito: ieri Repubblica ha diffuso un audio della ministra Maria Stella Gelmini che denuncia come “i ministri Fi siano esclusi dai tavoli con Berlusconi” e per questo il leader non sarebbe correttamente informato su quello che succede nel partito e nel governo. “Io non so cosa è successo al ministro Gelmini, le dichiarazioni di ieri sono anche contrarie assolutamente alla realtà“, è stata la replica di Berlusconi, “per esempio per quanto riguarda i rapporti con i nostri ministri al governo c’è sempre stata una riunione dei tre i ministri con i vertici di Forza Italia ogni settimana. Oggi i giornali hanno parlato di separazione, tutte cose esagerate e non c’è assolutamente nulla di cui io mi debba preoccupare”, ha aggiunto. E ancora: “Adesso torno indietro io. Non succede assolutamente niente, nella maniera più assoluta, sono veramente sereno al 100%, non so cosa gli ha preso a questi qua“. Che Gelmini però abbia detto cose “fuori dalla realtà”, al momento lo pensa forse solo Berlusconi. Chi ha ammesso i problemi oggi è stato il ministro Fi per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta: “Inutile ignorare quanto accaduto ieri tra persone che ambiscono solo a rilanciare Forza Italia, che ha un’occasione da cogliere ma vive un momento di difficoltà innegabile. Il malcontento c’è, è diffuso, Mariastella Gelmini ne ha dato corretta raffigurazione, e io stesso l’ho ribadito ieri pomeriggio al Presidente Berlusconi, presente il coordinatore Tajani”.

La coalizione imploderà? “Sono miei allievi”. E prende le distanze dagli attacchi a Lamorgese – Ma il caos non è solo dentro Forza Italia: la coalizione dopo la deludente prova elettorale delle amministrative sta cercando di ritrovare una compattezza che sembrava perduta da tanto tempo. Berlusconi, parlando con i giornalisti, ha detto che nessuno nel Ppe gli ha chiesto dei suoi alleati sovranisti. “No, ma poi sono tutti fiduciosi in me, mi conoscono orami da tantissimi anni e sanno che i miei alleati hanno la metà della mia età e quindi capirai se io mi debba preoccupare. Io sono il professore in cattedra e” loro “gli allievi”. Poco prima, Berlusconi aveva anche detto che (secondo lui) il partito sta seguendo un percorso che gli permetterebbe di approdare nel Ppe e quindi mollare i sovranisti. “La Lega è orami molto lontana dal sovranismo“, ha sostenuto con i giornalisti. “Il percorso per arrivare nel Ppe prenderà del tempo. Io sto lavorando in questa direzione, non c’è un no a questa possibilità da parte della Lega e dei suoi massimi dirigenti, c’è però un percorso di avvicinamento anche da parte degli altri leader del Ppe con cui ho iniziato i discorsi a riguardo”. Ma difficile capire su cosa sono d’accordo i leader nella coalizione. Perché mentre Berlusconi dice che Salvini non è più sovranista, dall’altra prende le distanze dagli attacchi alla ministra dell’Interno Lamorgese. Attacchi che portano tutti la firma di Fratelli d’Italia e Lega. “Lamorgese è un ministro di questo governo, noi sosteniamo tutti convintamente questo governo e quindi suggerisco sempre di astenersi da prese di contrasto con i singoli ministri”, ha detto sempre da Bruxelles.

Draghi? “Sono io ad aver pensato a lui per un governo di coalizione” – Ma Berlusconi è andato oltre. Ha rivendicato di essere tra i registi che hanno portato Draghi alla guida del governo di coalizione. “I distinguo dei suoi alleati rischiano di regalare Draghi alla sinistra? Non credo proprio. A parte che Draghi ha con me un rapporto antico e solidissimo. Sono stato io che vincendo le obiezioni forti di un mio ministro, Giulio Tremonti, l’ho portato a essere governatore della Banca d’Italia e sono stato io che vincendo le voglie della Germania e della signora Merkel che voleva presentare come presidente Bce il presidente della banca centrale tedesca…in maniera pragmatica e concretissima ho contribuito alla sua carriera e alla sua esperienza e sono ancora io che ho pensato a lui per un Governo di coalizione che potesse mettere insieme destra e sinistra in Italia per superare l’emergenza del Covid”.

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