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“Un’ambulanza in dono al paese”: la scelta del sindaco di Cerenzia per il suo compleanno

Il regalo alla comunità di Salvatore Mascaro per i suoi 37 anni: "Amministrare è essere al servizio degli altri. L'ospedale è troppo lontano". Aveva già rinunciato alla sua indennità
“Un’ambulanza in dono al paese”: la scelta del sindaco di Cerenzia per il suo compleanno
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“Amministrare significa mettersi al servizio degli altri”. Per Salvatore Mascaro non è un’affermazione di circostanza, ma un principio tradotto in scelte concrete fin dal suo insediamento, nel 2023, alla guida del Comune di Cerenzia, piccolo centro di circa 900 abitanti nella Presila crotonese. Dalla rinuncia alla propria indennità, destinata a finanziare interventi per la comunità, fino all’iniziativa annunciata in questi giorni, ovvero la donazione di un’ambulanza in occasione del suo 37esimo compleanno, il sindaco racconta la sua visione della politica fondata sul servizio, sulla responsabilità e sull’ascolto dei bisogni dei cittadini.

Ha scelto di destinare la sua indennità alla comunità. Da dove è nata questa decisione?
È stata una scelta naturale. Ho sempre lavorato e non ho mai vissuto la politica come un’opportunità economica. Già prima di diventare sindaco ho dedicato molti anni al volontariato, anche come presidente della Pro Loco, e ho sentito il bisogno di restituire ai cittadini la fiducia che mi hanno accordato. Nei primi anni percepivo circa 700 euro al mese, poi, da quando sono in aspettativa, l’indennità è aumentata. Tutto ciò che percepisco viene documentato e destinato a opere per il paese.

Quale intervento frutto dei 20.000 devoluti ritiene abbia avuto l’impatto più significativo?
Ogni iniziativa ha risposto a un’esigenza concreta. Innanzitutto abbiamo istituito il bonus nascite da 200 euro per ogni nuovo nato. Dal 2023 sono venuti al mondo circa 15 bambini, non abbiamo tante famiglie giovani. Allora abbiamo pensato di impiegare queste risorse anche per valorizzare il cimitero, organizzare eventi, acquistare attrezzature per la manutenzione del verde pubblico e sostenere tante piccole necessità quotidiane. Nei piccoli comuni, sono proprio i fondi per questi interventi a mancare, mentre i finanziamenti come il PNRR sono destinati alle grandi opere.

Anche la sanità ha evidenti criticità. Da questa consapevolezza è nata l’idea dell’ambulanza?
Decisamente. Viviamo lontani dagli ospedali: quello più vicino è a San Giovanni in Fiore, a circa 12 chilometri, ma non garantisce tutti i servizi. Altrimenti dobbiamo rivolgerci al nosocomio di Crotone che dista 35 chilometri. In caso di emergenza non si sa mai quale ambulanza sia disponibile né quanto tempo occorrerà per il suo arrivo. Ho vissuto questo disagio in prima persona: l’anno scorso, mio nonno, dopo una grave caduta, ha dovuto attendere circa 45 minuti per l’arrivo dei soccorsi. Ho avuto conferma che non potevamo continuare a fare a meno di un servizio essenziale, così in questi giorni ho deciso di festeggiare il mio compleanno donando un’ambulanza alla mia comunità.

La sua è una donazione privata a favore di un servizio pubblico. Un gesto generoso da sindaco o che mette in evidenza le carenze dello Stato?
Credo che un amministratore debba fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per la propria comunità. Naturalmente sarebbe auspicabile che certi servizi fossero garantiti dal sistema pubblico, ma quando si amministra un territorio bisogna dare risposte concrete ai cittadini. A Cerenzia, la popolazione è tendenzialmente anziana: circa il 70% dei residenti ha più di 60 anni e abbiamo anche due Rsa. La distanza dai principali ospedali e i tempi dei soccorsi rappresentano una criticità quotidiana. Avevamo anche proposto all’Asp di realizzare un punto di prima emergenza in paese utilizzando immobili già disponibili, ma sono state fatte altre scelte.

La Misericordia ha avviato una raccolta fondi per completare l’allestimento dell’ambulanza. Quanto è importante fare rete nelle aree interne?
È fondamentale. L’ambulanza è già operativa, ma servono ancora attrezzature e presidi sanitari. La raccolta fondi su GoFundMe è in corso. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possiamo garantire servizi adeguati al nostro territorio.

Quale altro obiettivo si augura di raggiungere per Cerenzia?
Vorrei continuare a rafforzare i servizi sanitari, magari riuscendo a realizzare un laboratorio di analisi, ma anche investire sul turismo e sulla destagionalizzazione. Mi piacerebbe valorizzare il nostro patrimonio storico e archeologico, riscoprendo le suggestioni letterarie e geografiche che legano l’antica Acerenthia e il suo fiume Acheronte, oggi Lese, all’ambientazione della Divina Commedia. L’obiettivo è creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio, senza mai perdere la nostra identità.

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