Trattativa in salita al Mise per trovare una soluzione per i 340 lavoratori della Whirlpool di Napoli, nonostante Invitalia avesse fatto sapere che ci sono sette aziende interessate al rilancio del sito. I licenziamenti erano stati per questo rinviati a domani 15 ottobre e ora, al tavolo ministeriale che si è riunito solo alle 19 dopo diverse riunioni ristrette con la viceministra Alessandra Todde, l’azienda per bocca dell’ad Luigi La Morgia chiede che la data sia rispettata: a quel punto sarebbe poi disponibile ad “accompagnare i lavoratori fino al 15 dicembre”. Ma il governo chiede più tempo per costruire il percorso: costituzione del consorzio, presentazione del piano industriale e definizione di una procedura che consenta il passaggio dei dipendenti.

La partita è in stallo e la quadra appare al momento difficile. Il tavolo tornerà a riunirsi venerdì mattina alle 9 alla presenza dei ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro, Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando. “La nostra disponibilità a discutere c’è ma la procedura per noi si chiude domani”, ha detto La Morgia. La risposta di Todde è stata che “le condizioni si dettano e si firmano da tutte le parti” e “gli ultimatum non sono corretti: la domanda che ci poniamo è come pensate di di chiudere l’accordo in 24 ore? Veramente Whirlpool vuole far saltare tutto il piano pur di non concedere del tempo in più al governo e al consorzio?”.

Riccardo Monti, coordinatore del Consorzio delle aziende interessate alla costituzione di un hub della mobilità sostenibile che rileverebbe il sito, dal canto suo sostiene che è stata “dimostrata una grandissima buona volontà per restringere i tempi, ma non è possibile farlo in breve tempo. Non è facile fare nulla prima di fine anno, ad impossibilia nemo tenetur”. I sindacati hanno già annunciato che non lasceranno il ministero senza una soluzione concreta che scongiuri i licenziamenti e stanno facendo pressing sul governo per avere un impegno da Whirlpool e la costituzione del consorzio di imprese che dovrebbe rilevare lo stabilimento.

“Abbiamo l’esigenza di conoscere il piano industriale per dare concretezza ai lavoratori rispetto al progetto di reindustrializzazione per la costituzione di un hub per la mobilità sostenibile. Noi non accettiamo i licenziamenti in bianco – scrivono in una nota congiunta Fiom, Uilm e Fim – È tempo di assumere serietà ed è necessario un confronto che riguardi il piano industriale. Se anche chiudessero i cancelli dello stabilimento di via Argine, dovrebbero fare i conti con il sindacato in tutto il resto del mondo Whirlpool in Italia. La multinazionale continua ad avere un atteggiamento di arroganza nei confronti non solo dei lavoratori ma anche del governo”.

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