Vasco Rossi torna come promesso “vivo, sano e lucido” dopo sette anni – dall’ultimo album “Sono Innocente”, 6 volte Platino e il disco più venduto del 2014 – con il nuovo “Siamo qui” in uscita il 12 novembre e che abbiamo ascoltato in anteprima. È una radiografia lucida e vivida dei nostri tempi: dall’amore fluido alle giornate no, dal tema dell’ignoranza al patto di riscatto tra le coppie che ormai vivono i sentimenti come un perenne autosalone. Una citazione nella citazione da “Siamo solo noi” – che quest’anno compie 40 anni – a “Siamo soli” a “Siamo qui”. Il filo rosso è quel “siamo” per rendere l’idea della collettività e dell’importanza del genere umano. Il disco è stato realizzato tra gennaio e maggio di quest’anno ed è il 18esimo album di studio, “Quindi sono maggiorenne”. “Siamo qui” è sostanzialmente una fuga dalla realtà: “Così ci sentivamo nei primi mesi dell’anno, avevamo tante di quelle voglia di rinascita, di fare musica e speravamo di riuscire anche a fare i concerti”, spiega Vasco che comunque tornerà live da maggio. Pandemia permettendo. “Questo è un album classic rock – ha spiegato Vasco -, in controtendenza con i trend che ci sono oggi. Tutte le canzoni sono suonate con gli strumenti veri. Sembra incredibile ma è vero. A differenza delle produzioni di oggi che sono tutte fatte con dei suoni che non sono veri. In un pezzo, in un punto, volevo usare l’auto-tune, volevo farlo, ma mi hanno detto che ero troppo intonato (ride, ndr). Io non scrivo per compiacere, non scrivo pensando a cosa dirò, mi lascio andare al flusso dell’inconscio, dell’ispirazione. Questo è un album divertito, divertente, spontaneo e vero. Io sono sincero solo nelle canzoni”.

“SIAMO QUI PIENI DI GUAI, IN EQUILIBRIO NELL’INFERNO DELLA MENTE”

“Siamo qui pieni di guai. Il titolo sarebbe stato questo ma poi abbiamo lasciato via il ‘pieni di guai’. L’ho scritta prima della pandemia. È una canzone d’amore sulla condizione umana che è quella di essere gettati nel mondo. È una canzone che trascina tutto l’album. Io vedo tutte queste opinioni che sono in giro, tutti hanno un’opinione su tutto, sui social ci sono opinioni su tutti i tipi. Non pensiamo più all’essere ma all’avere. Non sappiamo più se siamo noi o la tecnologia che si sviluppa dentro di noi perché la tecnica sta sfruttando le nostre debolezze, la nostra aggressività, la nostra rabbia. Qui è il profitto che conta. Sei una persona che vale solo se sei utile. Se non sei utile vieni emarginato e allontanato. Quindi se c’è gente che viene dall’estero che è utile, bene, se viene dall’estero e non si è utili allora non va bene. I miei testi sono sempre con poche parole, sono come i codici e hai tutto il tempo per lasciarle sedimentare dentro. Siamo qui soli e delusi. Insomma è una canzone manifesto dove mi sono davvero raccontato nel continuo stare in equilibrio sull’inferno della mente, che esiste veramente”.

“IN UN RAPPORTO A DUE BISOGNA CHIUDERE ANCHE DUE OCCHI”

Tra i brani che hanno fatto da apripista al disco anche ‘Una canzone d’amore buttata via‘. ”Un rapporto di coppia – ha spiegato il rocker – è sempre complicato e difficile da mantenere anche se a volte qualcuno sbaglia e per una sola bugia di una notte, puoi buttare via tutto. Quello che dico è che bisogna capire che, a volte, bisogna chiudere un occhio. Per stare insieme ad una persona e per molto tempo, tutta la vita, bisogna saper chiudere un occhio a volte anche tutti e due. Quello che conta non è il comportamento ma il progetto che si fa assieme, un progetto di famiglia e fatto di impegni e difenderlo da tutti e anche da sé stesso”.

“SENZA CONCERTI NON AVEVO SCOPI NELLA VITA”

“L’ultima volta che ho visto il mio pubblico è stato per il sei volte allo Stadio San Siro, sono passati due anni – ha detto Vasco -. Un disastro epocale che ha stravolto il mondo e ha scombussolato un bel po’ tutti e anche me. Non avrei mai pensato di assistere ad una cosa del genere, ci sembrava di vivere in un film di fantascienza. Sono passati due estate senza concerti. Eravamo già pronti coi Festival del 2020, poi sono stati rimandati, sperando di farli l’anno successivo ma poi hanno rimandato anche quelli del 2021. Sono rimasto un po’ così, sospeso in questo periodo e mi sono reso conto che non facendo i concerti sono venuti a mancare gli scopi importanti della mia vita. Ho trovato altri hobby come il golf e il cavallo ma io senza la musica sono niente. Stavolta per il 2022 abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, sperando che si possano fare concerti al 100% delle capienze per la prossima estate. Speriamo che succeda, aspetto solo che passi questo inverno per sicurezza e dovrebbe andare bene questa volta. Ho addirittura aggiunto le nuove date, sono diventate 11 date da Nord al Sud in giro per l’Italia. Quest’anno cominciamo molto prima, il 20 maggio a Trento”.

“LE DESTRE ESTREMISTE SOFFIANO SU ODIO E FAKE NEWS”

L’”XI Comandamento” ci restituisce il Vasco più “politico”. “C’è una enorme valanga di ignoranza, non puoi discuterci con l’ignoranza – ha affermato Vasco -, vedo tanti che continuano a discutere e non c’è un cazzo da fare. Conviene arrendersi, sono ironico, ad oltranza. I nuovi governanti e le Destre di Meloni e Salvini che si prospettano all’orizzonte, sono tutti sull’onda di estremismi e fake news. Loro non possono fare solo le leggi in Parlamento ma andando avanti così faranno anche un nuovo comandamento. In Italia c’è chi ha seminato l’odio e sono questi politicanti irresponsabili che solo per avere qualche consenso in più sono pronti a cavalcare le paure della gente e far diventare tutti più cattivi e tutti più incazzati”. Inevitabile non pensare ai No Vax: “Inutile discutere né provare a parlarci, non c’è nulla che si può fare. Hanno bisogno di credere in quelle cose. Io credo nella scienza”.

SALMO, I MANESKIN E LA LIBERTÀ DI PAROLA

Vasco poi a ruota libera ha detto la sua anche su altri artisti ed eventi accaduti negli ultimi mesi. Ad esempio sul concerto non autorizzato di Salmo questa estate: “Un gesto fatto per sottolineare che esisteva un problema. I Governi non guardano alla musica e ai concerti. In questi due anni di pandemia molti lavoratori sono rimasti a casa, altri hanno perso il lavoro. Bisogna iniziare a pensare agli eventi a capienza piena, anche grazie al successo della campagna vaccinale”. Il rocker apprezza molto alcuni dei giovani artisti della scena italiana contemporanea come Madame (“canta proprio con l’anima e si sente”), conferma di apprezzare i Maneskin (“Un po’ Sanremo lo hanno vinto anche per merito mio, i miei fan li hanno votati. Mi piacciono perché hanno portato una bella canzone rock”), Blanco (“bravo anche lui”) e infine un invito: “Se volete capire come sono i giovani di oggi ascoltate le canzoni di Sfera Ebbasta, parlano di soldi, macchinoni, rolex, il successo facile. Non piace questo ritratto? Però è vero”. Vasco poi ha confessato che va spesso sui social: “Sono influencer anche io ma sono l’unico che lo fa gratis. Ricordiamoci però che gli artisti fotografano quello che succede non influenzano”. Infine importante oggi più che mai la libertà di parola: “Se dico una mia opinione vengo tacciato che devo solo fare il cantante? Io faccio quello che voglio, pago le tasse e non ho la residenza a Montecarlo come certi”.

NEL CAOS E NELLA GIUNGLA DEI SENTIMENTI – IL RACCONTO DELL’ALBUM

Vasco Rossi ci accompagna in mezzo alla giungla del mondo in cui viviamo, dove regnano confusione e amarezza ma non tutto è perduto. Nell’album “Siamo qui” il rocker spinge con le chitarre elettriche e il rock duro in apertura del disco. Tanti i temi toccati. Allarga le braccia davanti ad una situazione sociale – e in parte politica – ormai disastrata (Non puoi discuterci con l’ignoranza. Conviene arrendersi. Conviene arrendersi a oltranza), la constatazione dell’amore fluido in una società liquida e la “voglia di fare l’amore, quella è sempre uguale”. È vero che “siamo qui, pieni di guai” ma c’è da rimboccarsi le maniche e andare avanti. Non c’è che da prenderne atto, magari con un filo di ironia: “E io che non ne posso più perché ho capito che non mi diverto, perché non ha più senso”. Quindi che fare? “È meglio perdersi da subito. Non farsi prendere dal panico” perché “quando avrai constatato che Esistere è soltanto Un respiro in più… Sarai pronto a morire per Vivere, finalmente come vuoi tu”. In fondo non si è mai soli, questo Vasco lo dice sempre nelle sue canzoni, “non ho neanche rimesso a posto il mondo però ho ritrovato te”. Inizia così un viaggio mistico verso mete ignote: “Prenditi questa bugia, mettiti comodo, sali con me sulla scia di questo sogno. Prendiamo il volo”. Alla fine quello che lega oggi le persone è un vero e proprio “patto con riscatto, se non va bene niente di che quello che è fatto è fatto”. Però i sentimenti vincono sempre “non è mica facile. Hai ragione sempre te. Le mie scuse sono inutili… Ma non posso vivere senza di te”.

LA SQUADRA VINCENTE DI “SIAMO QUI”

Vasco Rossi ha scritto tutti i brani, avvalendosi della collaborazione di Vince Pàstano per gli arrangiamenti rock di pezzi “pensati e scritti per essere cantati live”, e del Maestro Celso Valli (“È eccelso, il Celso nelle ballate”, dice Vasco) che eccezionalmente – lo fa solo per i dischi di Vasco – suona anche il pianoforte oltre a firmare gli arrangiamenti delle ballad. Per le musiche, gli autori complici di molte hit: Tullio Ferro, Roberto Casini e Gaetano Curreri. A loro vanno aggiunti i più recenti collaboratori: Vince Pàstano (“giovane e nuovo talento”), Andrea Righi, Andrea Fornili, Saverio Grandi, Saverio Principini e Simone Sello. C’è anche un po’ di Guido Elmi, nella musica del brano rock “Tu ce l’hai con me” che aveva cominciato a scrivere con Vince Pàstano.

VASCO LIVE 2022: “PRONTI PER RICOMINCIARE”

Inizierà a Trento il 20 maggio 2022, con un evento speciale, e si concluderà a Torino il 30 giugno 2022, il tour che riporterà Vasco sul palco dei principali stadi italiani. Per soddisfare l’enorme richiesta di biglietti, alle date già esistenti e sold out, si aggiungono 6 nuovi appuntamenti, per un totale di 11 concerti e un bel su e giù per tutta Italia, dopo Trento ci sono Milano (24 maggio), Imola (28 maggio), Firenze (3 giugno), Napoli (7 giugno), Roma (11 e 12 giugno), Messina (17 giugno), Bari (22 giugno), Ancona (26 giugno) e Torino (30 giugno)

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