Vola l’incentivo decontribuzione al Sud, introdotto dal governo Conte 2 ma sbloccato da Bruxelles solo a febbraio dopo il passaggio di consegne a Palazzo Chigi. Secondo l’ultimo report dell’Inps sulle agevolazioni contributive, grazie alla misura introdotta dal Decreto Agosto nei primi sei mesi del 2021 sono stati attivati 592.000 contratti. Sommando i rapporti instaurati con contratto di apprendistato, Incentivo donne e esonero giovani si arriva a 885.596 assunzioni con agevolazioni in sei mesi. In aumento del 221,5% sul primo semestre 2020 e del 112,6% sul primo semestre 2019. Il Movimento 5 Stelle, il cui ministro per il Sud Peppe Provenzano ha sponsorizzato la misura che riduce del 30% i contributi previdenziali per le aziende del Mezzogiorno, rivendica il risultato e con il leader Giuseppe Conte chiede che la decontribuzione Sud sia “resa decennale”. La legge di Bilancio 2021 ha già prorogato l’agevolazione fino al 31 dicembre 2029, pur se con uno sgravio decrescente (20% dal 2026, 10% nell’ultimo biennio). Ma la Commissione deve ancora esprimersi sulla riconferma per gli anni che vanno dal 2022 al 2029.

“In sei mesi oltre mezzo milione di cittadini ha firmato un contratto di lavoro grazie a ‘Decontribuzione Sud’, che il nostro Governo ha introdotto nel 2020”, scrive su Twitter l’ex premier. “Rendiamola decennale. Ridurre le tasse sul lavoro e salario minimo: la via maestra”. D’accordo la senatrice M5S ed ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo: “Con la decontribuzione Sud, introdotta lo scorso anno con il decreto Agosto, nei primi 6 mesi di quest’anno sono stati attivati 592mila nuovi contratti. Un grande risultato raggiunto grazie a una misura su cui, con lungimiranza, insieme al presidente Giuseppe Conte abbiamo voluto puntare con forza gettando le basi per la ripartenza del Paese. Sono d’accordo con lui: ora questa misura va resa decennale e, al tempo stesso, bisogna abbassare le tasse sul lavoro e introdurre anche in Italia il salario minimo, oggetto, al Senato, di un disegno di legge a mia prima firma. Lo abbiamo sempre detto ma vale la pena di ricordarlo: se riparte il Mezzogiorno riparte l’Italia intera. Siamo quotidianamente al lavoro affinché ciò accada”.

La misura della decontribuzione vale anche per i lavoratori in somministrazione ma la sede di lavoro rilevante ai fini del riconoscimento della decontribuzione deve essere individuata nel luogo di effettivo svolgimento della prestazione. Quindi, qualora il lavoratore svolga la propria prestazione lavorativa presso un’azienda del Sud, il beneficio può essere riconosciuto a prescindere da dove effettivamente abbia sede legale o operativa l’Agenzia di somministrazione. Viceversa, qualora il lavoratore sia dipendente di un’Agenzia di somministrazione che abbia sede legale o operativa in regioni del Mezzogiorno, ma svolga la propria prestazione lavorativa presso un utilizzatore del Centro Nord, il beneficio non può essere riconosciuto.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La quarantena resta senza indennità Inps. Fonti di governo: “Il rifinanziamento non arriverà durante il cdm di oggi”

next
Articolo Successivo

Whirlpool Napoli, procedura di licenziamento sospesa fino al 15 ottobre per poter valutare 5 progetti di reindustrializzazione

next