La campagna Libera di Abortire ha organizzato un presidio davanti al tribunale di Roma in via Damiata, 2 in occasione della prima udienza del processo sul cimitero dei feti al cimitero Flaminio di Roma. L’azione popolare da cui prende avvio il processo è stata presentata lo scorso marzo da Francesca Tolino e Simone Sapienza, oggi entrambi candidati al consiglio comunale per la lista Roma Futura e dagli avvocati Radicali Giulia Crivellini e Francesco Mingiardi.

Alle 12.15 è iniziata la prima udienza di avvio del processo contro AMA, ASL Roma 1 e l’azienda Ospedaliera San Giovanni, responsabili delle prassi indebite che hanno portato alla pratica di sepoltura che prevede la sistemazione di una croce sopra la tomba del feto, con nome e cognome della donna senza che questa, come è stato per Francesca Tolino, ne sappia nulla.

“Il nostro appello è rivolto alla sindaca Virginia Raggi che, come rappresentante del comune di Roma, può sostituirsi a noi come parte civile dell’azione popolare. Non può lasciarci sole se vuole tutelare la sua comunità di cui anche noi facciamo parte”, ha affermato Francesca Tolino. A tal proposito la sindaca, che ad oggi sulla questione è rimasta silente, è stata stimolata a partecipare con una video lettera di Francesca. “Il Comune in questi mesi si è adoperato per rimuovere il nome delle donne dalle croci ma di fatto non ha chiarito presso le sue aziende e gli ospedali di Roma l’inter corretto che prevede il pieno coinvolgimento delle donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza anche per ciò che riguarda la destinazione del feto”, ha aggiunto Simone Sapienza.

L’obiettivo principale della campagna nazionale Libera di Abortire è quello di riaccendere un faro sull’aborto con un dibattito politico il più possibile trasversale. Il presidio davanti al tribunale ha visto in prima linea le attiviste di Libera di Abortire, Radicali Italiani e molte associazioni che si occupano del diritto all’aborto libero, sicuro e civile.

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