Scusi signora Ricciarelli: ma chi glie lo ha fatto fare di partecipare al Grande Fratello Vip?
Da settimane i miei amici mi dicono: “Ma perché ti mischi con quella gente lì?”. Rispondo a lei come ho risposto a loro: il reality non toglie nulla a cinquant’anni di carriera. E poi chi sono io per giudicare gli altri.

Una che ha lavorato con Del Monaco, Pavarotti, Carreras e che è stata diretta da von Karajan e Abbado.
Ma io non sono una snob, anzi, ho sempre privilegiato il contatto con il pubblico invece che atteggiarmi a diva. Anche nel punto massimo della mia carriera non uscivo dal retro come facevano tutti, ma dalla porta dove c’era la gente che mi aspettava. Sa chi mi ha dato una delle più grandi lezioni di umiltà?

Chi?
Il maestro Carlos Kleiber. Arrivava al Metropolitan di New York due ore prima di ogni recita, con una borsetta di plastica in mano e il fare dimesso del venditore di pesche. Era un genio immenso ma di un’umiltà straordinaria. Si figuri se io mi faccio problemi a farmi vedere struccata o in ciabatte. Poi se una volta iniziato il programma mi renderò conto di aver fatto una scemenza, trarrò le mie decisioni.

Katia Ricciarelli entra al Grande Fratello Vip 6 da personaggio forte di questa edizione, la star della lirica circondata da qualche famoso vero e da tanti aspiranti tali. Cinquant’anni di carriera, i palchi più importanti del mondo, soldi e gioielli («molti me li hanno rubati»), grandi amori e passioni sfiorite. Una storia di grande riscatto, umano e sociale: il retrogusto amaro di un’infanzia povera, la scoperta della voce, talento divino cui aggrapparsi per volare altissimo. «Ma conservo intatta la voglia di giocare e divertirmi. È lo spirito con cui entro nel programma, di vincere non me ne frega niente», spiega a FQ Magazine a poche ore dalla prima puntata del reality prodotto da Endemol Shine Italy, al via lunedì 13 settembre.

Come l’ha convinta Alfonso Signorini a fare questa pazzia?
§Lo conosco da una vita, è un grande melomane e mi ha detto: “Tu entri fai, dici, brighi, cerca di parlare del tuo mondo che è un mondo affascinante”. Gli ho risposto: “Speriamo che a qualcuno interessi”. Lo scambio, il dialogo sono la base di tutto.

Consapevolezza di essere il personaggio forte di questa edizione ne ha?
No, se ce l’avessi mi spaventerei. In più rispetto altri ho sicuramente gli anni di carriera. Ogni tanto mi guardo indietro e penso: “Davvero ho fatto tutto questo?”. La lirica, poi il cinema, la prosa, il musical, l’insegnamento. Mi sembra impossibile. Io posso mettere a disposizione le mie esperienze e imparare dagli altri concorrenti.

Lei sembra sempre risoluta, determinata, schietta. Qual è il lato inedito che pubblico che cosa scoprirà per la prima volta?
Forse a qualcuno sembrerò noiosa e austera ma non è così: c’è un lato ironico forte, mi rido addosso, conosco i miei difetti e ci scherzo su. Poi magari verrà fuori il peggio: dipende da come si comincia e dove si va a finire.

Conosce le dinamiche del Gf Vip o entra digiuna?
Ho seguito l’ultima edizione e sotto un certo aspetto mi sono divertita. Alfonso lo fa molto bene ma due anni fa non avrei pensato di accettare. Invece mai dire mai. Anche La Fattoria non avrei mai pensato di poterla fare e invece…

Cosa le fece cambiare idea?
Volevo sparire, ero in crisi dopo il divorzio da Baudo, che fu uno tsunami. Che poi a pensarci oggi mi dico: “Dove volevi scappare che eri circondata di telecamere?”. Fu la follia del momento. Oggi vado per curiosità, divertimento, conoscere mondi nuovi

A proposito di mondi: quello della lirica ha preso bene la sua scelta di “sporcarsi” con il reality?
Sporcarsi è una parola che non mi piace. Prima di entrare ho fatto tanti concerti, che ringraziando il cielo erano pieni di gente, ed erano tutti erano interessati e curiosi. Ho trovato un affetto inaspettato.

È pronta per eventuali sorprese o pezzi del suo passato che potrebbero venire a galla durante il Gf?
Non ho problemi, si figuri, sono un libro aperto. E non temo le sorprese anche me la visita più bella per me sarebbe quella del mio amato cane Ciuffy.

E se arrivasse Pippo Baudo?
Magari! Gli butteri le braccia al collo. Ci siamo visti all’Arena di Verona, nel 2019: eravamo seduti a distanza di una poltrona e mi ricordo che senza neanche parlare ci siamo alzati e ci siamo abbracciati.

Da quel momento si è riaperto il dialogo tra di voi?
Quello no, non è possibile perché ognuno ha la sua vita. È un rapporto ormai chiuso. Non c’è frequentazione ed è normale che sia così. Non credo a quelli che dicono “una pacca sulla spalla e siamo amici come prima”. Ma come si fa dopo diciotto anni di amore? Sarebbe ridicolo andare a cena assieme. Mi basta sapere che io ci sono per lui e che lui ci potrebbe essere per me.

Se ripensa a lui, qual è il sentimento predominante?
Le cose possono non aver funzionato ma ho massima stima e immenso rispetto per Pippo. Gli auguro di stare bene e se potessi fare qualcosa per lui, uscirei anche dalla Casa.

Tornando al Gf Vip, sia sincera: gli altri concorrenti li conosce?
Conosco Aldo Montano dai tempi della Fattoria e gli voglio bene, poi Carmen Russo e il mago Zurlì…

Intende Giucas Casella?
(ride) Certo, Giucas. Gli altri no ma sono curiosa di scoprire le loro storie.

Quella che la incuriosisce di più?
Senza dubbio quella di Manuel Bortuzzo. L’ho incontrato in Rai e mi è piaciuto molto, è un ragazzo per bene e sono contenta che ci sia.

Lei entra in gioco conoscendo dinamiche e strategie formato reality. Teme di più le liti o il dover condividere il bagno con gli altri?
Il bagno non lo condividerò perché avrò un mio piccolo spazio. Le liti mi danno fastidio quando sono costruite per provocare. Ma metto fin da ora le mani avanti: io sono buona, ma se mi toccano dov’è il mio debole una vipera sarò… tanto per citare Rossini e Il barbiere di Siviglia.

Insomma, se c’è da litigare, è pronta a farlo.
Vorrei evitare, anche perché spesso le reazioni sono legate a una causa che nei reality non viene fatta vedere. Alla Fattoria gettai le bucce d’arancio sul muso di un concorrente perché mi aveva fumato in faccia, cosa che detesto. Ero stata provocata ma lo fecero vedere.

Fumantina?
Istintiva, direi. Molti anni fa mi convinsero a candidarmi con Democrazia Europea. Io non volevo affatto, ma evito di scendere nei dettagli. Un giorno andai ad un comizio e c’era la sala strapiena di gente che mi aspettava. Arrivò un tizio mezzo ubriaco a due centimetri dalla faccia e mi dice: “Signora Ricciarelli, chi cazzo glie l’ha fatto fare di candidarsi?”. All’inizio rimasi schioccata, poi con molta eleganza presi una bottiglia d’acqua dal tavolino e glie la versai in testa. Per indole non alzo mai le mani, se mi provocano reagisco.

C’è stato un messaggio inaspettato che ha ricevuto in questi giorni di “reclusione”?
Di inaspettato c’è stato l’affetto arrivato da tante persone. Compresa Mara Venier, che mi ha detto delle cose bellissime, con un filo di commozione. “Divertite amica mia”, in veneto. Siamo come sorelle.

Invece sua mamma, che è stata una figura chiave della sua vita, cosa le direbbe di questa partecipazione al Gf?
Il linguaggio dei reality non lo ha conosciuto perché purtroppo è morta presto. Ma sarebbe felicissima di vedermi in video così tanto tempo: per lei ero la più brava, la più bella, quella che cantava meglio di tutte. L’ho amata moltissimo ma forse avrei potuto dimostraglielo di più.

In cosa le somiglia?
Nella capacità di sopportazione, nella voglia di lavorare e nel rispetto che aveva per gli altri.

Della sua infanzia povera che tracce restano nel suo inconscio?
Non ho bisogno di scavare fino all’inconscio, sono molto in superficie. La capacità di provare piacere per le cose piccole. E poi, per tutto quello che mi è successo, ho imparato a restare salda e con i piedi per terra. Merito di mia madre: sì va sempre avanti. Oggi se mi cascasse la casa in testa invece che disperarmi penserei a rifarmene una ancora più bella. Non mi faccio spaventare dalle difficoltà: guardo avanti e chi se ne frega, saprei ricominciare da zero. E mi faccia aggiungere un’altra cosa.

Dica.
Nonostante l’infanzia difficile non ho perso lo spirito della ragazzina che guarda il mondo e si stupisce. E nemmeno la voglia di divertimi e di giocare.

Per questo ha una passione per il gioco d’azzardo?
Mi piacciono le macchinette, le slot machine, tutto il resto non m’interessa. Ho cominciato a giocare perché nelle lunghe tournée ero sempre sola. Le luci e i rumori m’ipnotizzano, mi divertono. Mi piace l’adrenalina. Ma posso stare anche senza: dicono che ho il vizio del gioco, ma quale vizio? Sono due anni che non vado e sto benissimo. E se mi capiterà di nuovo, ci andrò.

È vero che sbancò il Casinò di Montecarlo vincendo 150 mila euro?
Anche di più. All’epoca avevo la residenza nel Principato, una sera andai a giocare e feci una scala reale clamorosa. “Sorbole, che bellezza”, esclamai. Arrivò un addetto del Casinò che mi disse: “Signora, vada pure alla cassa a ritirare la vincita”. Lui si girò di spalle e pochi minuti dopo feci un’altra scala. In totale oltre 300 mila franchi francesi. Mai avuto così tanta fortuna in vita mia. Ma il brutto arrivò dopo.

Cosa accadde?
“Vuole un assegno?”, mi chiese l’addetto. “No no, mi dia tutti contanti”. Una persona che ha vissuto un’infanzia povera, quando vede tutti quegli “schèi” diventa matta. A quel punto chiamai il mio amico Renato, che per me è come un fratello, e gli dissi: “Vieni a Montecarlo, sono disperata non ho più neanche i soldi del taxi. Ma vieni con una valigia vuota”. Era uno scherzo e quando arrivò, prima sbiancò poi mi disse: “Katia, tu sei matta”. Pochi giorni dopo fui operata alla testa per un’arteria che abbracciava un nervo dell’occhio: mi operarono al cervelletto, poi scoppiò un’infezione e mi dovettero riaprire. Restai immobile per tre mesi poi lasciai per sempre Montecarlo.

Perché?
Era il periodo dei controlli del fisco, indagarono anche su di me, Pavarotti e Tomba. Mi hanno bastonato ma pagai fino all’ultimo centesimo. Poi vendetti la casa e tornai in Italia.

Dopo il Gf, qual è il suo grande sogno professionale?
Tutto ciò che ho avuto è talmente tanto che non potrei chiedere più nulla. Vorrei continuare a fare qualcosa per i giovani perché c’è un buco generazionale enorme non solo tra chi sta sul palco, ma anche tra chi va a teatro: il mio sogno è vedere i nonni portare a teatro i nipoti, fa capire alla gente che la lirica non è elitaria ma pop. Al Grande Fratello cercherò di farlo capire, è la mia missione.

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