di Andrea Masala

Lasciando da parte il povero (?) ragazzo con l’orologio patrizio, con, pare, un lutto recente, quindi doppiamente da lasciare in pace… Però i grandi nel senso di adulti, qualcosa devono dirsela. Dice l’ha ereditato, insieme a una Jaguar e, immagino io, altre piccole o medie patrimonializzazioni. Ora si dà il caso che l’Italia sia uno dei paesi con meno tasse di successione al mondo.

Chiedo agli adulti: togliere 500€ al mese, come proposto dalla kermesse cui partecipa il ragazzo con l’orologio, a chi, per tanti motivi, non ha di che vivere e consentire però di ricevere ricchezze in eredità praticamente senza tassarle, quindi di vivere da ricchi senza aver fatto nulla per meritarselo, siete sicuri che sia una visione liberale? Perché qui vi dite tutti liberali. La difesa della proprietà è tipica della destra conservatrice, non della sinistra liberale.

Però poi si aggiungono due cose.

Marattin dice: vedere quell’orologio fa partire le critiche e non la voglia di faticare per poterselo comprare. Ora appunto sappiamo che quel ragazzo non ha faticato ma ereditato, ma andiamo oltre. Siamo sicuri che il messaggio “enrichez-vous” sia da sinistra liberale? Fomentare l’arricchimento individuale? Ma per quel messaggio non c’è già la destra conservatrice? Non che sia sbagliato che un individuo voglia arricchirsi, ma c’è già la destra per questo. La sinistra serve per dire: se sei in condizioni di bisogno e subalternità, lotta insieme agli altri come te per uscirne. Uscirne insieme. Magari senza un orologio da migliaia di euro al TUO polso ma con una misura di welfare per TUTTI.

E per ultimo: Renzi dice “spezzatevi la schiena”, niente reddito di cittadinanza ma schiene rotte come i nostri nonni. Ora io dico appunto lasciamo in pace il ragazzo, ma le biografie qualcosa dicono. Non delle persone ma delle idee che propagano. E in quelle biografie di schiene rotte non se ne vedono. Il ragazzo ha ereditato e Renzi ha vissuto tra assunzioni in aziende di famiglia (dalla vita un po’ strana) e la politica (un mestiere nobile se si è nobili o un mestiere come un altro se si è mestieranti della politica). Di Calenda direi uguale. Così anche di altri di Italia Viva, toscani e non. Magari persone di successo, ma con schiene sane e linee ereditarie niente male.

Voglio dire che alla luce delle biografie si svela la retorica falsa, ipocrita e padronale di quelle retoriche. Le schiene da rompere sono sempre quelle degli altri. Che finché però si rompono le schiene resteranno subalterni.
Se infatti andassimo a vedere le biografie della stragrande maggioranza di percettori di rdc, è lì che troveremmo le schiene rotte. Laureati-masterizzati-dottorati in call center o rider, facchini della gdo che perdono lavoro a 50 anni, disoccupati con continue occupazioni intermittenti, imprenditori rovinati dalle crisi o dalle banche, commercianti falliti.

Certo, i giornali ci hanno raccontato solo dei mafiosi, ma stenderei un velo pietistico.

La sinistra serve a dire: lottate per non dovervi più spezzare le schiene, né voi né i vostri figli. Perché solo se si è liberi dalla necessità del lavoro (il che non significa non lavorare o non produrre, ma lavorare e produrre liberamente e in cooperazione) si è anche veramente liberi cittadini. Alla pari con gli altri. Attori di una democrazia. Se invece si è costretti al lavoro si è cittadini a metà o per nulla, se ci si spezza la schiena, se non si ha tempo libero per la cultura, per la socialità, per la partecipazione civica e politica, allora si è subalterni. Subalterni a chi quel tempo e quelle libertà le ha.

Diminuire l’orario di lavoro per dare lavoro a chi non l’ha e tempo libero a chi non l’ha. Ecco cosa dice una sinistra. Non dice di spezzarsi la schiena. Per quello c’è già la destra. Per quello c’è già chi il tempo libero lo vuole solo per sé. E si è costruito un mondo di Cortine e Coste Smeralde per usare il tempo libero, di Dubai e di Zoo Safari, di yacht e di orologi per misurare non il tempo in sé, ma il tempo libero che si possiede, il possedimento stesso del tempo.

Renzi e chi la pensa come lui è destra reaganiana thatcheriana, che ha alla sua destra una inedita destra nazi-libertariana, che condivide cioè l’economia reaganiana di Renzi e Calenda ma la irreggimenta nel nazionalismo suprematista.

Solo due destre così potevano immaginare ciò che mai neanche Berlusconi avrebbe osato: un referendum che chiama una maggioranza di non bisognosi contro una minoranza di bisognosi. Come se si chiedesse ai non invalidi di abolire le pensioni di invalidità. Ai normodotati di abolire i sussidi per disabili. Ai giovani di abolire le pensioni. Agli anziani di abolire la scuola gratuita.

Che è quello che si è fatto surrettiziamente in tutti questi 30 osceni anni politici, e ora gli si dà forma compiuta referendaria. Un altro salto verso quella guerra civile permanente a bassa intensità in cui ogni giorni si monta una maggioranza contro una minoranza debole, oggi quelli col reddito di cittadinanza, domani i migranti, dopodomani i pensionati, poi gli studenti, i portatori di qualche diversità, gli operai col ccnl, gli insegnanti etc. con lo scoop di smantellare lo stato sociale pezzo per pezzo. Un “colpo di stato sociale” a rate.
Parcellizzandoci, ci mettono uno contro l’altro.

A questo serviva quella cosa che di tutto il mondo unitevi…

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