“Il green pass? In Francia almeno il 40% di quelli cartacei è falso“. A dirlo è Flavio Briatore che in un’intervista all’Adnkronos ha analizzato – dal suo punto di vista di imprenditore – i diversi approcci in Italia e in Francia al green pass. In Francia “non vedo alcuna tensione con il green pass, si sa che è la legge – ha spiegato Briatore -. A Montecarlo, dove abbiamo 5 locali, per entrare in discoteca o al ristorante devi avere la certificazione, sia che sei monegasco che un turista, oppure un tampone con codice Qr, che però deve essere digitale perché almeno il 40% di quelli cartacei è falso”.

In Italia, invece, “non si è capito perché le discoteche siano state tenute chiuse, si potevano aprire col green pass o con il tampone” e intanto “hanno dato la possibilità alla gente di assembrarsi in spiaggia, in party privati, con ville che si trasformavano in discoteche senza nessun controllo. Questa è una follia – ha incalzato -. In Italia devi sempre criminalizzare qualcuno e hanno criminalizzato le discoteche. Poi però in spiaggia – continua – non c’era nessun distanziamento, quando l’Inter ha vinto il campionato o quando l’Italia ha vinto gli Europei c’erano in ogni città centinaia di migliaia di persone assembrate che si baciavano e si urlavano in faccia. È tutto un controsenso -ha concluso Briatore – e non c’è alcuna logica: non aprire le discoteche con green pass o con un tampone con codice Qr ha messo in difficoltà migliaia di operatori”.

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