Eitan Biran, 5 anni, è l’unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone. Era stato ricoverato subito dopo l’incidente e sottoposto a un intervento di cinque ore. Poi era stato portato a Pavia, dove risiede, accompagnato dalla 41enne zia paterna Aya, sua legale rappresentante. Il bambino attualmente si trova ancora in Italia, ma da Israele la zia materna, Gali Peri, ha annunciato con il suo legale di avere avviato un procedimento per l’adozione, accusando la zia paterna di tenerlo “in ostaggio” in Italia. “Eitan è stato sottratto da una famiglia che non lo conosceva, che in precedenza non era stata a lui vicina in alcun modo”, è la dura denuncia di Gali Peri, che ha parlato in confersenza stampa insieme al suo avvocato Ronen Dlayahu. Accuse di fronte alle quali i legali di Aya Biran Nirko, zia e tutrice del piccolo Eitan, si dicono “sbalorditi“. Sono”surreali dichiarazioni, decisamente inaspettate e fuori contesto”, spiegano gli avvocati Cristina Pagni, Massimo Sana e Armando Simbari. “La nomina della dottoressa Biran Nirko a tutrice di Eitan – aggiungono – è stata disposta e confermata dai giudici tutelari competenti. La tutrice si confronta, per quando dovuto e necessario, con il giudice tutelare per il solo bene di Eitan. Non si comprende sinceramente il perché tanta acrimonia e falsità“.

Secondo Gali ed il marito Ron Peri, “Eitan è tenuto come in ostaggio” dalla zia paterna Aya. “E’ stato affidato a lei – hanno detto in una conversazione con l’agenzia Ansa – mentre noi, dopo la tragedia, osservavamo la tradizionale settimana ebraica di lutto profondo. Lo abbiamo appreso solo a posteriori. Tutto ciò è avvenuto – sostengono i due zii – in forma scorretta“. Per visitare Eitan dicono di aver dovuto ricorrere ad un tribunale, “che ha disposto due visite la settimana, di due ore e mezzo”. “Ma quando il tempo scade – secondo il racconto di Gali – Eitan si dispera, chiede perché lo lasciamo così presto, domanda se ha fatto qualcosa di male”.

“La nostra sensazione – ha affermato ancora la zia materna – è che il bambino sta per essere staccato da noi”. Per questo hanno avanzato una richiesta di adozione, ma ancora non è noto se a stabilirlo sarà la giustizia israeliana o quella italiana. Gali Peri ha poi ribadito che alla sorella, Tal Peleg (morta nella strage del Mottarone insieme al marito Amit), premeva molto che Eitan ricevesse una educazione ebraica ed israeliana, cosa che secondo loro non avviene dalla zia paterna. “Vogliamo dedicarci ed Eitan – hanno concluso gli zii – e dargli tutto il calore e l’affetto di cui ha bisogno, fino a quando avrà 18 anni e anche oltre”.

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