Il governo ha rischiato di andare sotto alla Camera: l’ordine del giorno presentato da Rossella Muroni sugli ecoreati, che chiedeva di escludere dalla tagliola prevista dalla riforma della giustizia i processi legati ai reati ambientali, è stato bocciato solamente per cinque voti. Inizialmente accantonato per riformulazione dal sottosegretario Francesco Paolo Sisto, il testo della deputata del gruppo Misto è tornato al centro del dibatitto nella seduta del pomeriggio, sostenuto da molti membri dell’opposizione. Si è quindi andati al voto con il parere contrario del governo, ma a favore dell’odg hanno votato, oltre al M5s, anche diversi deputati del Pd. Alla fine è stato bocciato con 186 no e 181 sì.

“Sono giorni che chiediamo al governo, insieme a Legambiente, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, WWF e a tanti cittadini, una cosa precisa: inserire tutti i delitti ambientali o almeno il disastro ambientale tra i reati gravi per cui non sono previsti termini che ne determinino l’improcedibilità“, ha detto in Aula la deputata Muroni, intervenendo sul suo odg alla riforma della ministra Marta Cartabia. Dopo le modifiche ottenute da Giuseppe Conte e dal Movimento 5 stelle, l’attuale testo della riforma del processo penale prevede una proroga ai termini dei 2 anni in appello e di un anno in Cassazione per alcuni reati, tra cui quelli di terrorismo, di eversione dell’ordinamento costituzionale, di associazione mafiosa e di scambio elettorale politico-mafioso, di violenza sessuale aggravata e di traffico di stupefacenti. L’odg chiedeva l’impegno ad aggiungere anche gli ecoreati a questo elenco.

“Visto che non è stato possibile farlo con un emendamento, abbiamo chiesto al governo un impegno in tale direzione con un ordine del giorno firmato da tutti i colleghi di FacciamoECO. L’esecutivo non può cavarsela con una riformulazione in cui ‘l’impegno’ diventa un ‘a valutare l’opportunità di’. Non c’è niente da valutare, in questa riforma Cartabia si sta facendo un errore madornale“. Il governo aveva prima chiesto l’accantonamento di questo e di analoghi ordini del giorno, poi vari rinvii per analizzare i testi. Il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto aveva quindi proposto appunto una riformulazione, non accettata da Muroni e definita da Raphael Raduzzi del gruppo Misto “una supercazzola”. Davide Crippa, presidente dei deputati del Movimento 5 stelle, aveva quindi annunciato il voto favorevole del suo gruppo. Andato in votazione, l’odg non è passato per una manciata di voti.

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