È passata due volte alla Camera la fiducia su ognuno dei due articoli della riforma del processo penale firmata da Marta Cartabia, rispettivamente con 462 e 458 voti favorevoli e una cinquantina di contrari (55 nel primo voto, 46 nel secondo). La seduta fiume, terminata intorno all’una di notte, ha visto ricompattarsi il Movimento 5 stelle che solo ventiquattr’ore prima – in occasione del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità – aveva contato quaranta assenti e un voto in dissonanza dal gruppo, quello di Alessandro Melicchio, l’unico deputato di maggioranza a votare favorevolmente sulle pregiudiziali presentate dall’opposizione. Anche lui, però, in nottatasi è allineato ai suoi colleghi nel dare il via libera alla doppia fiducia. Era stato il leader in pectore Giuseppe Conte a chiedere ai suoi, al termine del primo giorno in Aula, un cambio di rotta: “D’ora in poi queste cose devono cambiare”. Poi la promessa fatta alla ministra Marta Cartabia, incontrandola a Bologna: “Oggi andrà tutto bene”.

Solo 13 M5s assenti non giustificati: “Numero fisiologico” – E così è stato: la percentuale dei 5 stelle partecipanti al voto è salita dal 66,04% di domenica sera sulla pregiudiziale di costituzionalità all’87,42% di stanotte sulla prima fiducia. Solo in tredici su 159 (l’8,18%) non hanno preso parte al voto senza una giustificazione: il nome più importante è quello dell’ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, che più volte aveva espresso giudizi negativi sulla riforma. Gli altri sono i deputati D’Arrando, Iorio, Mammì, Parentela, Segneri, Buompane, Federico, Frusone, Lorenzoni, Misiti, Pignatone e Vianello. “È meno del 10 per cento, un numero fisiologico”, dice il capogruppo Davide Crippa al Corriere della Sera. Alla domanda se i dissidenti saranno espulsi, risponde: “Approfondiremo le motivazioni e agiremo di conseguenza”. Sulla riforma, sostiene, “i malumori degli attivisti sono legittimi, ma a volte anche frutto di una narrazione non del tutto aderente al vero. Il lavoro di Conte, dei ministri e dei parlamentari ha portato al miglior risultato possibile, e i parlamentari, in occasione del voto, hanno dimostrato compattezza”.

Le proteste di L’alternativa c’è – Tra gli altri gruppi, quello che ha fatto registrare la percentuale più alta di votanti è stato il Pd con l’89,5% (83 deputati su 93). All’indomani dell’occupazione di una parte dell’Aula da parte di alcuni deputati de L’alternativa c’è, in avvio di seduta erano schierati diversi commessi a protezione dei banchi del governo, dove sedeva anche la ministra Cartabia. Ma non è servito: l’unica iniziativa di protesta è stata l’esposizione di alcuni cartelli con su scritto “Impunità di gregge” e “Cartabianca per i ladri”. Ideatori dell’iniziativa sempre i fuoriusciti Cinque stelle, rappresentati dalle dichiarazioni di voto di Francesco Forciniti: “Ci fa schifo la riforma Cartabia e questa visione di paese”. Dure critiche anche da Fratelli d’Italia che ha ricordato, per voce di Ciro Maschio: “Siamo alla 35esima fiducia alla Camera e alla 32esima alla Senato. Il governo dei migliori usa i metodi dei peggiori”.

Accantonati gli odg sui reati ambientali – Dalle 9 e per tutta la giornata sono previsti i voti sugli ordini del giorno e, quindi, il voto finale sull’intero testo della riforma in programma alle 19. Il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ha deciso per l’accantonamento di tutti gli ordini del giorno che chiedevano un impegno del Governo a escludere i processi per reati ambientali dal meccanismo dell’improcedibilità, in modo da permettere all’esecutivo una migliore valutazione del tema, “sentito da plurime forze politiche”. Su questi odg il Governo aveva dato parere favorevole previa riformulazione dei testi, in modo che chiedessero un mero impegno a “valutare l’opportunità” della modifica.

Il cdx si compatta sulla responsabilità dei magistrati – In seguito c’è stata bagarre in relazione a un odg presentato da Fratelli d’Italia sulla responsabilità diretta dei magistrati, sul quale il Governo aveva dato parere contrario: Lega, Forza Italia e Coraggio Italia hanno annunciato l’astensione, mentre Italia Viva ha dato ai propri eletti libertà di scelta, provocando reazioni indignate da parte di Pd e Leu, che hanno accusato i colleghi di slealtà nei confronti dell’esecutivo. Mentre i meloniani esultano: “Il ricompattamento del centrodestra è un ottimo segnale. Dai colleghi di Forza Italia, Lega e Coraggio Italia è arrivato un importante scatto di orgoglio che dimostra ancora una volta le profonde criticità all’interno di una maggioranza posticcia e troppo eterogenea”, dice il deputato Galeazzo Bignami.

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