Sul G20 della cultura, che il 29 luglio si inaugura nell’Arena del Colosseo di Roma (e proseguirà il giorno seguente), aleggia un fantasma. È quello del Covid-19 che da oltre 18 mesi rende difficile il dialogo tra le nazioni e le relazioni tra le diverse culture del pianeta.

Da molti anni, ormai, il settore culturale è diventato trainante nelle economie di diversi paesi. Mettere intorno allo stesso tavolo i ministri della cultura di 20 paesi (Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea; più la Spagna come invitato permanente), in una riunione che non ha precedenti e che vuole sancire un momento di ripartenza culturale a livello mondiale, si preannuncia, dunque, come uno degli atti più significativi della presidenza italiana del G20.

Al tavolo prenderanno parte anche i responsabili delle più importanti organizzazioni internazionali in materia – tra cui Unesco, Ocse, Consiglio d’Europa, Unione per il Mediterraneo, le organizzazioni internazionali del settore culturale (ovvero Iccrom, Icom, Icomos) -, nonché coloro che quotidianamente combattono gli illeciti contro il patrimonio culturale come l’agenzia delle Nazioni Unite per il contrasto al crimine (Unodc), Interpol, l’organizzazione doganale Wco. Inoltre sono previsti interventi anche dei vertici del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) dell’Istituto Centrale per il Restauro (Icr) e della Scuola dei Beni e delle Attività Culturali.

Il summit, intitolato “La Cultura unisce il mondo”, rappresenta una sorta di chiave di volta per la ripartenza, sia in riferimento alla rigenerazione post-pandemia, sia per la creazione di nuove opportunità e posti di lavoro. La cultura, infatti, si rivela sempre più motore cruciale per una crescita sostenibile, equilibrata e inclusiva, inserendosi con coerenza nell’agenda del G20 italiano.

Dopo la cerimonia di apertura di giovedì 29 (in diretta streaming sul canale YouTube del Ministro della Cultura italiano, dalle 19 alle 20) cui interverranno il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, la Direttrice Generale dell’Unesco, Audrey Azoulay e il Direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, i lavori entreranno nel vivo venerdì 30 a Palazzo Barberini. L’ordine del giorno prevede principalmente quattro temi: il sostegno e la tutela dei lavoratori della cultura dopo la pandemia; la protezione del patrimonio culturale dalle calamità naturali, dalle crisi e dal traffico illecito, inclusi i Caschi Blu della Cultura Italia-Unesco; la formazione culturale come investimento nel capitale umano e il contributo alla crescita delle industrie culturali e creative, in particolare del digitale.

Nello specifico rientra nel capitolo “tutela e promozione di cultura e settori creativi come motori per una crescita sostenibile ed equilibrata” la necessità di assicurare il sostegno agli operatori del settore culturale perché continuino a svolgere il loro fondamentale ruolo. Perché proprio la cultura aiuta ad affrontare le pressioni e i crescenti divari economici, sociali ed ecologici, contribuendo alla rigenerazione delle nostre economie e delle nostre società, pesantemente colpite da Covid-19.

Per “la protezione del patrimonio culturale contro i rischi, compresi i disastri naturali, il degrado ambientale ed il cambiamento climatico, la distruzione deliberata e il saccheggio, il traffico illecito di beni culturali” viene auspicata l’identificazione di potenziali azioni comuni e coordinate per rafforzare la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale. Italia e Unesco in questo senso continueranno a lavorare assieme ed hanno annunciato il progetto “Task Force Italia su invito di Unesco”.

Attraverso la “transizione digitale e nuove tecnologie per la cultura” si punta a facilitare l’accesso universale e la partecipazione alla cultura promuovendo la diversità culturale. In tal senso, per l’Italia è auspicabile un deciso intervento per la salvaguardia e fruibilità digitale del patrimonio archivistico e librario che costituisce la memoria viva del nostro paese.

L’altro obiettivo è “costruire capacità attraverso la formazione per affrontare la complessità del mondo contemporaneo e le sfide proprie del settore culturale”, tra cui la rapida digitalizzazione, la transizione verde e il cambiamento demografico, e per contribuire a raggiungere gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile.

In fine, viene indicato prioritario “affrontare il cambiamento climatico attraverso la cultura”. Gli eventi avversi causati dal cambiamento climatico mettono in pericolo il patrimonio culturale. D’altra parte è proprio il settore culturale ad offrire strumenti per contribuire alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico, in particolare grazie allo sviluppo di tecnologie innovative di osservazione e monitoraggio.

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