Il Senato ha approvato con 213 voti a favore, 28 contrari e una astensione il disegno di legge di conversione del decreto Sostegni bis, già approvato dalla Camera, sul quale il governo aveva posto la fiducia. Intanto l’esecutivo, nonostante goda di una maggioranza trasversale e solidissima, ha confermato l’intenzione di porre la fiducia a Montecitorio anche sul decreto Recovery, tra le proteste di Fratelli d’Italia – all’opposizione – che ha abbandonato in anticipo la conferenza dei capigruppo.

“Nonostante l’annunciato ritiro di alcuni dei pochi emendamenti che Fratelli d’Italia aveva presentato al Dl Recovery, questa scarcassata maggioranza si rifugia ancora una volta nel voto di fiducia”, commenta il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, vicecapogruppo di FdI alla Camera. “La decisione di oggi sancisce la Caporetto del governo Draghi e conferma il terrore che maggioranza e governo hanno di confrontarsi con le altre forze politiche. Questa vile scorciatoia, abusata così come già accaduto durante il defunto governo Conte, mina pericolosamente il rapporto istituzionale delle Camere con il Governo, privando il Parlamento di poter incidere su scelte che investono tutti gli italiani”.

“Sette: sapete di cosa sto parlando? Non è un numero della tombola, è il numero di fiducie che il Premier Draghi ha posto in meno di cinque mesi di Governo”, ha aggiunto Jessica Costanzo, deputata di L’Alternativa C’è intervenendo nell’aula di Montecitorio. “Presidente, è un atto di resa: noi ci stiamo arrendendo, e non è il mio pensiero. Non lo dico io, sono i numeri a dirlo, perché con il decreto Imprese, quello che – vi ricordo – ha anche sbloccato i licenziamenti, salgono a 21 i decreti-legge che questo Governo Draghi ha emanato in meno di cinque mesi; una media di 4,5 decreti al mese. I dati dicono che è il dato più alto tra i Governi delle ultime tre legislature. Sette fiducie in meno di cinque mesi, significa sette mancate discussioni; significa che la Camera e il Senato non stanno facendo il loro lavoro”.

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