Le forze armate del Brasile non “tollereranno alcun attacco” alla propria credibilità e sono pronte a far sì che nessuno travolga le istituzioni militari a difesa “della democrazia e libertà del popolo brasiliano” nel fango delle inchieste per corruzione sulle forniture di vaccini anti-Covid che sempre più insistentemente si avvicinano al governo. Attraverso un comunicato stampa dal tono intimidatorio i vertici militari, sostenuti dal presidente Jair Bolsonaro, aprono un inedito fronte di crisi politico-istituzionale con il parlamento. In particolare contro l’attività della Commissione parlamentare di inchiesta (Cpi) sulle negligenze del governo nella gestione dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 che, inevitabilmente, stringendo il cerchio delle indagini si avvicina sempre più alle stanze del potere brasiliano, dove i militari condividono le leve con il capo dello stato.

Il ministero della Difesa e i vertici delle forze armate del Brasile hanno attaccato frontalmente il senatore Omar Aziz accusandolo di essere stato “superficiale” e “irresponsabile” nell’evocare la responsabilità di militari dei casi di corruzione oggetto di indagini da parte della magistratura e della Commissione d’inchiesta del Senato. Nel documento firmato dal ministro della difesa, generale Walter Braga Netto, e dai comandanti di esercito, marina e aeronautica si afferma che “le forze armate non accetteranno alcun attacco alle istituzioni che difendono la democrazia e la libertà del popolo brasiliano”. La nota è stata condivisa e diffusa dal presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, attraverso i suoi profili sui social media prima ancora che lo stesso ministero della Difesa la divulgasse alla stampa. Segno, secondo il quotidiano “OGlobo”, che Bolsonato abbia anche partecipato alla stesura della nota.

Nel comunicato i militari “ripudiano con veemenza” le dichiarazioni di Aziz, che “mancano di rispetto alle forze armate” coinvolgendole in presunti “schemi di corruzione generalizzati”. “Questa narrazione, lontana dai fatti, colpisce le forze armate in modo vile e superficiale, essendo un’accusa grave, infondata e, soprattutto, irresponsabile. La marina, l’esercito e l’aeronautica sono istituzioni appartenenti al popolo brasiliano e che godono di alta credibilità presso la nostra società conquistata nei secoli”, si legge nella nota. “Le forze armate del Brasile, gelose di costituire un fattore essenziale per la stabilità del paese, sono guidate dalla fedele osservanza della legge e, soprattutto, dall’equilibrio, dalla considerazione e dall’impegno, sin dall’inizio della pandemia di Covid-19, nel preservare e salvare vite”, conclude la nota.

La dura presa di posizione dei militari è arrivata a poche ore dalla fine dell’ultima udienza della Commissione d’inchiesta in Senato in cui Omar Aziz aveva affermato che “la parte buona delle forze armate dovrebbe vergognarsi molto delle persone che sono protagoniste sulla stampa. Era da molto tempo, molti anni, che il Brasile non vedeva le mele marce delle forze armate coinvolte in frodi del governo”. Per Omar Aziz è infatti “chiaro che c’è un coinvolgimento militare” nei presunti casi di corruzione nelle forniture dei vaccini. Soprattutto perché all’epoca dei fatti, sia il ministro della Salute, Eduardo Pazuello, che il direttore esecutivo, Elcio Franco, sia altri numerosi presunti coinvolti nelle indagini in corso sono appartenenti alle forze armate.

Dal canto suo, dopo la diffusione della nota mentre era ancora in corso la seduta in Senato, Aziz ha parlato di un chiaro tentativo di intimidazione ai suoi danni. “Possono fare 50 note contro di me, ma non riusciranno a intimidirmi”, ha detto. Preoccupazione è stata espressa anche dal vicepresidente della Cpi, Randolfe Rodrigues, che in aula ha dichiarato “Non voglio credere che ci sia una minaccia in corso per un membro di questo potere, presidente di una Commissione di inchiesta. Confido nel fatto che le forze armate restino fedeli alla democrazia e alla Costituzione. In caso contrario percorriamo una strada molto brutta per la democrazia”.

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