Daniela Ferolla è uno di quei personaggi della tv che parla più con i fatti che con il gossip e le polemiche. Da «soldatino aziendalista» ha portato a casa un’altra stagione di ottimi ascolti con Linea Verde Life, il sabato al fianco di Marcello Masi, toccando i 3 milioni di spettatori e il 18% di share. Niente crisi del settimo anno – è la più longeva delle conduttrici dell’universo di Linea Verde -, tanto da essere stata confermata anche per la prossima stagione. «Sto bene dove sto ma ammetto che non mi dispiacerebbe sperimentare nuovi linguaggi», racconta a FQMagazine, rivelando per la prima volta di essere andava vicino alla conduzione de La prova del cuoco e anticipando che, dopo aver contratto il Covid, non sarà nelle ultime due puntate di Linea Verde Life.

Insomma Daniela, è uscita ai supplementari: causa Covid, niente gran finale di Linea Verde Life al fianco di Masi.
Sono stata super attenta, pensavo di averla scampata invece al traguardo delle ultime due puntate mi sono beccata il Covid. Ne parlo solo adesso, a distanza di un mese, perché ho superato tutto: non mi sembrava una cosa di interesse per il pubblico e non mi andava di speculare sulla malattia.

Ha capito dove può essere scattato il contagio?
Immagino girando una puntata a Bolzano, ma la cosa strana è che a parte me nessuno della troupe si è contagiato. Per questo il pubblico non mi vedrà in puntata, sabato 25 giugno, se non in un video messaggio che ho registrato in quarantena.

Come l’ha vissuta la malattia?
Ho avuto diversi sintomi ma per fortuna tutti gestibili. La cosa che mi stupisce è che si parli così poco degli strascichi del Covid: io non mi sono fatta mancare nulla, dal respiro corto ai dolori gastrointestinali. E infatti sono dimagrita molto.

Anche dell’aspetto psicologico si parla poco.
Mi sono confrontata con molte persone è quella per tanti è la parte più devastante. Persino io, che ho un self control granitico, in quei giorni qualche cedimento l’ho avuto.

Cosa l’ha spaventata?
L’imprevedibilità della malattia, il non sapere che tipo di evoluzione si sarebbe potuta innescare.

Tornando a Linea Verde Life, dal suo osservatorio privilegiato che idea s’è fatta dell’Italia e degli italiani?
Che molti cliché sono superati. È un paese molto più dinamico e meno stanco di quanto venga raccontato. In questi sette anni posso dire di aver conosciuto l’anima vera dell’Italia, la provincia, dove c’è molta voglia di fare, ci sono risorse e tante idee. E se mancano i mezzi per realizzarle, viene fuori l’ingegno italiano.

Lei è nata e cresciuta in provincia: lo considera un limite o un punto di forza?
All’inizio lo vedevo come uno svantaggio, poi crescendo ho capito che era la mia forza. Quando arrivi dalla terra, dalle cose semplici, ti adatti a tutto e da quel tutto cerchi di assorbire il meglio.

In cosa si sente provinciale?
In uno spiccato spirito di adattamento. Ovunque vado, trovo la mia dimensione. Sono cresciuta tra le galline della nostra azienda agricola ma sono perfettamente a mio agio sul red carpet.

Suo nonno era contadino, sua mamma cercò di seguirne le orme.
Mio nonno era il classico contadino di una volta, oggi molti di quelli che incontro per Linea Verde Life hanno studiato e hanno fatto esperienze all’estero: sono preparati, mixano tradizione e innovazione e sono pronti a quella transizione ecologica di cui oggi tanto si parla. Mamma Anna invece fu una sorta di pioniera: fu tra le prime nel Cilento a cimentarsi con un orto biologico. Nonno la guarda stupito e le diceva: «Ma che ci devi fa con ‘sto biologico».

Sua mamma è mancata nel 2015 a causa di un tumore. In che cosa pensa di somigliarle?
Da lei ho ereditato senza dubbi l’attitudine alla curiosità e l’animo green: il suo amore per la natura era totalizzante.

Come fu vivere la sua malattia?
Emotivamente devastante. Ma in quei momenti mamma tirò fuori una tenacia incredibile. Anche quando la malattia stava prendendo il sopravvento, lei non ha mai perso il sorriso: nonostante ci fosse ben poco da sorridere, lei non perdeva comunque il buon umore e la serenità.

Suo padre invece era un Maresciallo dei Carabinieri. Ha ricevuto un’educazione rigida?
In realtà il vero maresciallo, in casa, era mamma. I pantaloni li portava lei, si figuri papà con quattro figlie femmine che vita ha vissuto. Scherzi a parte, da noi c’era rigore ma anche grande libertà: sono stata libera di fare i miei sbagli, senza vivere in una bolla.

Tornando alla tv, il suo bilancio di questa edizione di Linea Verde Life?
Più che positivo: abbiamo toccato anche punte di oltre 3 milioni, parliamo di ascolti non scontati al sabato, di mezzogiorno. Ma del resto il mix di argomenti funzionano: spaziamo dall’enogastronomia a come le nostre città cambiano e fronteggiano i temi ambientali.

Sono sette anni che gravita nell’universo di Linea Verde: nessuna crisi del settimo anno?
(ride) No, anzi, l’ho superata indenne e vado verso l’ottava stagione. Direi un bel record. Ma non nascondo che mi piacerebbe sperimentare e provare altri linguaggi. Di base sono un’aziendalista convinta e resto a disposizione della rete.

È mai andata vicina alla conduzione di un altro programma?
Qualche anno fa era stato fatto il mio nome per La prova del cuoco, poi fu scelta Elisa Isoardi. Sicuramente per me sarebbe stato un passo avanti importante e penso che quello fosse un programma nelle mie corde. Ma è andata bene così: forse non ero del tutto pronta per quel salto. Ora sto benissimo dove sto e se dovesse arrivare un’altra occasione, sarei pronta a coglierla.

Com’è diplomatica…
No, affatto. La “cazzima” cilentana, se serve, viene fuori. Non amo farmi mettere i piedi in testa e sono una molto competitiva. So che devo imparare ancora tanto ma al tempo stesso mi piace dimostrare che posso migliorare.

Di lei si dice sempre che ha un viso da «brava ragazza della porta accanto»: è un’etichetta che le piace o le va stretta?
Non mi piacciono gli stereotipi, si figuri le etichette. Sicuramente sono riservata, tendo a proteggere per quanto posso la famiglia e gli affetti. Più che una brava ragazza mi sento una donna onesta che cerca di fare bene il suo lavoro, più con passione e curiosità che con strategie.

La diverte invece la definizione di lady green della tv?
Sì, per quanto non credo di essere l’unica. Di certo credo di essere stata una delle prime a parlane: quando conducevo un programma sulla moda andavo alla ricerca dei primi brand di moda sostenibile, a Linea Verde invece chiedevo agli autori di spingere sempre di più sui temi dell’ambiente e dell’agricoltura biologica. Sette anni fa non se ne parlava come oggi.

Greta Thunberg le piace?
Sì, perché è riuscita a mettere al centro della discussione temi centrali, ha creato un movimento e una sensibilizzazione che prima non c’erano.

E di quei personaggi famosi – tra cui diverse sue colleghe – che hanno improvvisamente scoperto un «animo verde» che pensa?
Ben vengano, più se ne parla e meglio è. Il pubblico sa distinguere chi lo fa per moda e marketing e chi ci crede davvero. Dalle parole poi bisogna passare ai fatti e attuare comportamenti sostenibili non è così facile.

Le sue mosse green quali sono?
Non spreco acqua, spengo le luci, in casa ho un depuratore dell’acqua così ho eliminato le bottiglie di plastica, utilizzo marchi attenti all’abbattimento delle microplastiche e degli imballaggi, cerco di comprare abiti di brand attenti alla moda sostenibile. Detto questo, non sono perfetta e non sono talebana.

Gli incontri importanti del passato lavorativo quali sono stati?
Quello con Fabrizio Frizzi ha segnato un punto di svolta. Cercavo di rubargli i segreti del mestiere ma anche di capire la sua visione delle cose. Mi ha aperto la mente e ho avuto la fortuna di diventare sua amica. Pensi che io e sua moglie, Carlotta Mantovan, abbiamo fatto Miss Italia lo stesso anno.

Lei ha sempre lavorato in coppia con partner maschili: ha mai dovuto tirare fuori le unghie per evitare di interpretare un ruolo di contorno?
In passato sì, qualche volte. C’era chi tendeva a sovrastare e a primeggiare, chi faticava a contenere l’ego. Ma essendo io una competitiva, mi sono sempre destreggiata e ho saputo trovare il mio equilibrio. Oggi le cose sono molto diverse e per altro lavoro con Marcello Masi che oltre ad essere un professionista serio è anche estremamente ironico.

Soffre la competizione femminile?
In realtà il team di Linea Verde Life è quasi tutto al femminile e stiamo benissimo. Nel privato, invece, ho preso molte bastonate a causa dell’invidia femminile: per questo considero le mie amiche vere anche delle alleate preziose.

E le sue tre sorelle che ruolo giocano?
Con loro parliamo, discutiamo, qualche volta ci incazziamo pure ma assieme siamo una forza. La famiglia è quella che mi tiene ancorata con i piedi per terra.

Dal 2004 lei è fidanzata con Vincenzo Novari, il manager attuale Amministratore delegato del Comitato organizzativo di Milano-Cortina 2026. Quando si parla di voi, si sottolinea sempre la differenza d’età: non lo trova un retaggio stucchevole?
Non parliamo mai della nostra vita privata e forse questo spinge molti a sottolineare un dettaglio che per me è del tutto secondario. Chi non conosce la nostra vita, non sa e si ferma a quello: una volta mi dava fastidio e ci restavo male, adesso me ne sono fatta una ragione. Ma non smetterò mai di dire che le parole, a volte, possono fanno male quanto uno schiaffo e purtroppo in giro c’è molta insensibilità.

Lei al Corriere ha detto: «Mi imbruttivo per essere accettata».
E anche in quel caso sono stata bersagliata da commenti negativi di chi forse nemmeno aveva letto l’articolo. Non voglio entrare nello specifico, ma c’è stato un periodo, intorno ai vent’anni, in cui ho sofferto di problemi di accettazione: non sapevo gestire la mia immagine e m’infastidiva che le persone si soffermassero unicamente sull’aspetto fisico. Per questo mi nascondevo, indossavo abiti larghi. Poi è scattato il click, ho fatto i conti con me stessa e ho superato certe insicurezze. Oggi sono profondamente cambiata.

Della Daniela di oggi, sua mamma cosa direbbe?
(silenzio) Sarebbe molto orgogliosa dei risultati che ho raggiunto e di vedere che donna sono diventata, perché lei ci ha sempre spinto a realizzarci professionalmente. Oggi mi direbbe: «Sei arrivata dove volevi, ora pensa anche alla famiglia e ai figli, non solo alla carriera».

E lei ci pensa?
Ovviamente sì.

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