L’indice Rt nazionale resta stabile 0,69, mentre continua costante la riduzione dell’incidenza, uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure contro il Covid, che scende ancora a 11 casi ogni 100mila abitanti: il dato è aggiornato a giovedì (ieri), una settimana fa era a 16,7. Il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute confermano il buon andamento dei contagi da coronavirus, che da lunedì porta anche la Valle d’Aosta in zona bianca. I tecnici dell’Iss però avvertono dei nuovi pericoli all’orizzonte: se la variante Alfa resta la più diffusa al 74,92%, in Italia la variante delta è in aumento con una percentuale del 16,8%, mentre fino ad oggi era stimata solo all’un per cento. Si tratta ancora di dati non consolidati, in attesa dell’indagine rapida effettuata il 22 giugno, i cui risultati dovrebbero arrivare a inizio luglio.

“Vengono segnalati anche in Italia focolai di varianti del virus, in particolare della variante delta – si legge nel monitoraggio – che presentano una maggiore trasmissibilità e/o la potenzialità di eludere parzialmente la risposta immunitaria”. La circolazione di queste varianti ha portato a “un inatteso aumento dei casi in altri Paesi europei con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi. Il raggiungimento di una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresenta uno strumento indispensabile ai fini della prevenzione di ulteriori recrudescenze di episodi pandemici”, sottolinea l’Iss.

Da lunedì tutta Italia in zona bianca – I dati del monitoraggio sono stati esaminati dalla cabina di regia e poi è arrivata la firma da parte del ministro Roberto Speranza sull’ordinanza che sancisce la fina della zona gialla anche in Valle d’Aosta, ultima Regione ancora “colorata”: da lunedì 28 giugno, giorno in cui finirà anche l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, tutta Italia sarà così in zona bianca. “Tutte le Regioni – si legge nel monitoraggio – sono classificate a rischio basso”, tranne l’eccezione Molise, a rischio moderato. “Tutte le Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno“. Inoltre in nessuna parte d’Italia viene superato la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 4%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 504 (15/06/2021) a 362 (22/06/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (4%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 3.333 (15/06/2021) a 2.289 (22/06/2021)”, si legge ancora nel monitoraggio.

Non migliorano i dati sul tracciamento – L’Iss sottolinea l’urgenza di migliorare il tracciamento, che come ha raccontato ilfattoquotidiano.it a giugno non è mai ripartito, nonostante l’incidenza dei casi ora consenta di tenere sotto controllo i contagi. I numeri del monitoraggio confermano che ancora le Regioni tracciano troppo poco. Da una parte “si osserva una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (2.407, contro i 3.961 della settimana precedente)”. Dall’altra parte però “la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile (39,5%, contro il 40,3% della scorsa settimana)”. Sono gli stessi numeri di un mese fa. “In calo la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,5% vs 37,4%). Infine, il 25,1% è stato diagnosticato attraverso attività di screening“, segnala ancora il monitoraggio.

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