In un’epoca in cui sembra ampliarsi il solco fra rappresentanti e rappresentati, il dissenso si erge sempre più come un fattore insostituibile di democrazia e partecipazione. È anzi l’essenza stessa della democrazia: tutelare le minoranze, consentire a tutti di avere ascolto e manifestare il proprio pensiero, trovare forme aggiornate per consentire ai governati di sollecitare, e anche contestare, il potere. Non solo quindi libertà di stampa e di opinione, ma tutela di tutte le opinioni, libertà di realizzare inchieste scomode e naturalmente di dare spazio alla Satira, una forma di linguaggio per tradizione poco convenzionale e diretta.

Nella mostra Scacco al potere (alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, a Milano, dall’11 giugno al 30 dicembre 2021) un percorso espositivo illustra nove possibili funzioni della satira: nominare i responsabili o “il misfatto”, demistificare il senso comune, deridere i potenti, sminuire o ingigantire la portata dei problemi dell’oggi, imbestialire i soggetti raffigurati, dissacrare ciò che pare intoccabile, denudare la morale oppressiva, costruire un’idea di noi in cui “riconoscersi”, ma anche, per paradosso, diffondere valori conservativi e a volte retrogradi. Sui pilastri esterni della mostra invece un approfondimento su temi e materiali di provenienza estera e, in particolare, alcune fanzine “dissenzienti” e contro-culturali di oggi.

Lunedì 21 giugno, alle 18.30, Donald Sassoon, storico e saggista, e Stefano Disegni, disegnatore satirico, dialogheranno sui contenuti della mostra con Beppe Cottafavi, direttore del Festival della Satira e membro della giuria del Premio internazionale di Satira Politica di Forte dei Marmi. Modera Pietro Galeotti autore televisivo.

Dalle 17 sarà possibile, previa prenotazione, fare una visita guidata della mostra (10 posti per il turno delle 17.30 saranno riservati ai lettori del Fatto Quotidiano)

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Per informazioni visita il sito fondazionefeltrinelli.it

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