La grande novità è Casanova, il musical di Red Canzian dei Pooh. E poi, nel cartellone degli Arcimboldi, i grandi classici: Rocky Horror Show, Notre Dame de Paris ma anche The music critic con John Malkovich. Nello chapiteau in piazza volteggeranno invece gli artisti di Kurios, il nuovo kolossal del Cirque du Soleil. “Il mio tempismo è stato davvero perfetto, in sincronia con il lockdown. Ho preso in mano il teatro degli Arcimboldi di Milano a marzo 2020. Ma posso aprire al pubblico solo ora, dopo un anno di pandemia.”. Ci scherza su Gianmario Longoni, direttore artistico della Show Bees, realtà privata che ha portato in Italia i più grandi musical, oltre a concerti, spettacoli comici e di danza. Nonostante i tredici milioni di perdite sul fatturato a causa della pandemia.

Come si riparte con un teatro da 2.500 posti che ne può ospitare solo 500?
Riposizionando il pubblico, replicando le date degli spettacoli già annunciati, facendo lavorare il teatro anche negli spazi inusuali come i foyer, attivando progetti che rendano il teatro un luogo di scambio con altre realtà creative, la musica, il design, la formazione artistica, la street art, le mostre interattive, il food.

In un anno di chiusura come avete lavorato?
Abbiamo passato il tempo a spostare e riposizionare di continuo le 250 date della stagione in corso. E a informare il pubblico. Se muovi una sola tessera della programmazione si muove tutto il resto. Il teatro è un treno in corsa, una realtà dinamica. Dietro agli spettacoli ci sono contratti, alberghi prenotati, viaggi, prove. Decine di migliaia di biglietti da gestire.

Su cosa puntate per la stagione in corso e per la prossima?
Voglio anticipare, sebbene ancora non siano in prevendita e in cartellone, che fra i nuovi titoli di musical nel 2022 ci saranno due nuove produzioni originali: Casanova di Red Canzian, il cantante dei Pooh, e Legally Blonde (La rivincita delle bionde). Mentre dopo l’estate ospiteremo L’Elisir d’Amore di Donizetti nella nuova produzione del teatro Carlo Felice con le scene di Lele Luzzatti. Puntiamo molto anche sulla produzione inglese di Rocky Horror Show, sul successo londinese con Sergei Polunin, Rasputin, e sul nuovo lavoro di Le Cirque du Soleil, che però non sarà in teatro ma nel classico tendone da circo.

Le Cirque du Soleil con Totem era in programmazione in Piazzale Cuoco a Milano a maggio del 2020…
Ecco un caso eclatante. Abbiamo dovuto interrompere, a giochi già fatti, l’arrivo della compagnia canadese con Totem perché in piena pandemia. Ora ci siamo messi al lavoro per portare a marzo Kurios – cabinette of curiosities, un kolossal in stile steampunk mai stato in Europa. Lo porteremo a Milano in piazzale Cuoco e a Roma a Tor di Quinto.

Cosa comporta annullare uno spettacolo così imponente?
Quando si muove il carrozzone del Cirque du Soleil si muovono centinaia di persone fra artisti e tecnici. Perdere Totem è stato uno dei disastri economici più gravi dovuti alla pandemia. Abbiamo un contratto con il Comune che prevede sette anni di attività, stare fermi significa continuare a pagare la manutenzione di uno spazio immenso, l’affitto e il personale. I sette anni di contratto ormai diventano cinque perché per recuperare le perdite ci metteremo almeno due stagioni. Se tutto va bene e la campagna vaccinale funziona. Un esempio? Ben 24 ascensori, due cabine elettriche, 24 centrali di ventilazione sono da curare anche a teatro chiuso.

Avete avuto aiuti dallo Stato?
Fortunatamente il Mic ci ha dato 700 mila euro per compensare in parte le perdite. Ma per chi opera nel privato questa è una fortuna inaspettata. In realtà non possiamo fare previsioni su sovvenzioni, ci basiamo sugli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti. Siamo a zero ricavi da marzo scorso. Con il distanziamento sarà difficile recuperare. Fino a che in teatro potremo ospitare 500 persone saremo sempre in perdita, non possiamo certo mettere i biglietti a 500 euro per starci dentro.

Qual è la formula per ripartire con un minimo di certezza?
Far lavorare il teatro in continuazione e in tutti i suoi spazi. Creare nuovi progetti. Abbiamo aperto all’interno la Scuola del teatro musicale, con diploma parificato e laurea triennale, ospitiamo in residenza l’Accademia ucraina di balletto e l’Orchestra filarmonica italiana, vogliamo ospitare le altre fondazioni musicali milanesi. Apriremo due ristoranti e uno shop dedicato. Abbiamo attivato un progetto con i più accreditati designer di interni.

Un progetto che coinvolge i designer, in che modo?
Il concorso Vietato l’Accesso ha suscitato l’interesse di decine di designer contemporanei. Si tratta di una call che invita gli studi di design ad adottare un camerino del teatro per ristrutturarlo. Ad oggi ci sono 94 aziende che hanno aderito. A settembre saranno presentati 17 camerini firmati e durante il Salone del mobile ci sarà la votazione del camerino più interessante. Il vincitore potrà ristrutturare il camerino Muti, quello del primo attore, destinato al tempo in cui il teatro degli Arcimboldi era la sede del Teatro alla Scala a Riccardo Muti.

Comincia così una grandissima corsa all’ottimizzazione. Ma non certo a scapito della qualità.

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