Dicono di avere raccolto le prove del suo avvelenamento, che Mosca tuttora continua a negare, mentre lui resta dietro le sbarre alla periferia di Mosca. Lo staff di Alexey Navalny è riuscito a ottenere prima una copia della sua cartella clinica – fotografandola presso l’archivio dell’ospedale a Omsk, dove fu curato dopo l’avvelenamento, in modo ‘non ufficiale’ – e poi la cartella clinica ‘vera e propria’ attraverso canali ufficiali. In questo caso manca un dato chiave, ovvero l’analisi sul livello della colinesterasi, che proverebbe l’avvelenamento da organofosfati, il gruppo a cui appartengono i composti al nervino come il Novichok.

Usa e Ue contro la sentenza che mette fuorilegge l’organizzazione di Navalny – Intanto l’Unione Europea, per voce dell’Alto rappresentante Josep Borrell, ha bollato come “infondata” la sentenza del tribunale russo che ha messo fuori legge le organizzazioni politiche di Navalny, commentando che “conferma un modello negativo di repressione sistematica dei diritti umani e delle libertà sanciti dalla costituzione russa”. L’Ue ha dunque ribadito “il suo appello per il suo rilascio immediato e incondizionato”. Stesso messaggio che arriva dagli Stati Uniti, dove il portavoce della diplomazia americana, Ned Price, si è associato all’Europa e ha spiegato che gli Usa condannano la decisione “particolarmente inquietante” della giustizia russa di designare come “estremisti” i gruppi dell’organizzazione dell’oppositore. “Questa decisione – ha detto – mette i dipendenti, i volontari e i simpatizzanti in tutta la Russia sotto la minaccia di procedimenti penali e di incarcerazione per l’esercizio dei diritti umani fondamentali garantiti dalla costituzione russa”.

Le prove sull’avvelenamento – “Abbiamo compilato una tabella di incongruenze in modo da sapere esattamente cosa è stato aggiunto alla versione ufficiale e cosa è stato rimosso dalla versione non ufficiale”, si legge sul sito di Navalny. “La maggior parte dei cambiamenti sono minimi. È strano che ci siano, perché la cartella clinica è stata nell’archivio per molto tempo e dovrebbe essere già in perfette ‘condizioni finali’. In entrambe le versioni, secondo i medici, ci sono già abbastanza dati per fare una diagnosi con piena fiducia: avvelenamento da organofosfati. Tutte le conclusioni sul metabolismo, la pancreatite e altri disturbi naturali della salute sono assurde. Non è nemmeno chiaro perché vengano considerate. Ma la cosa più importante è diversa. Nella versione che ci è stata rilasciata ufficialmente manca un documento molto importante”, sostengono gli alleati di Navalny.

“Si tratta di un esame biochimico del sangue di Navalny dell’Istituto di ricerca Sklifosovsky. I truffatori di Omsk lo hanno semplicemente scartato, ce lo hanno nascosto, come se non fosse mai esistito. Ma l’analisi c’era ed è stata registrata una diminuzione critica del livello di colinesterasi. Questo, insieme ad altri sintomi descritti nella cartella clinica, conferma la diagnosi di avvelenamento con inibitori della colinesterasi nel 100% dei casi. La data delle analisi è il 25 agosto 2020. Cioè dopo che Alexey è stato dimesso e il giorno dopo che la clinica Charite di Berlino ha annunciato che Navalny era stato avvelenato. In pratica gli specialisti russi hanno condotto esattamente lo stesso studio e hanno trovato la stessa cosa”, accusa lo staff dell’oppositore in carcere.

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