“Il 20 Maggio 2021 è stata presentata in Camera dei Deputati una proposta di legge per il riconoscimento della vulvodinia da parte di SSN e Stato. Per la prima volta, è un primo, piccolo passo”, queste le righe d’esordio di un lungo post pubblicato su Instagram da Giorgia Soleri, la fidanzata di Damiano, il frontman dei Maneskin. La modella è stata tra le prime a parlare di questa patologia: “Chi, come me, vive nell’indifferenza e nell’abbandono sociale a cui ti condannano le malattie invisibili, conosce bene la difficoltà e il potere di questo passo. Nonostante il video inizi con le parole dell’Onorevole Lucia Scanu ‘vorrei ringraziare a nome di tutte le donne la giovane modella Giorgia Soleri per aver raccontato la sua testimonianza’ so di dover essere io a ringraziare”. Ora, in un’intervista a Fanpage, Soleri ha raccontato la difficoltà di convivere con la vulvodinia: “La mia storia inizia 11 anni fa, con le prime mestruazioni. Avevo dolori devastanti che mi obbligavano a stare a letto, rimettevo dal dolore. Oltre alla vulvodinia, in seguito, mi sono state diagnosticate anche l’adenomiosi e l’endometriosi. Mi è successo di svenire a scuola e di essere portata a casa in ambulanza. Ho iniziato a fare visite su visite, ma nessuno sapeva dare una risposta al mio dolore. Me ne hanno dette di tutti i colori, che ero esagerata, che ero frigida, che avevo paura del sesso, che dovevo masturbarmi di più. È stato umiliante”. Poi la gioia dei passi in avanti: “Quando ho sentito pronunciare il mio nome in Parlamento non potevo crederci, sono impazzita di gioia. Tremavo, piangevo, ho chiamato tutte le mie amiche dicendo: “Ce l’abbiamo fatta!” Esporsi e raccontarsi in maniera così intima non è semplice, ma ho voluto provare ad aiutare altre persone”. E quando arriva la domanda su Damiano non ha dubbi: “Sarei stupida o ingenua a pensare che la mia visibilità non venga anche da questo, ma io resto una persona con un’identità ben precisa e trovo irrispettoso che in più occasioni mi sia stata tolta. Combatto per temi come quello della vulvodinia da molto tempo prima che venisse fuori questa notizia. Rimango una donna con un nome e un cognome, che esiste a prescindere dalle persone che frequenta nella sua vita”.

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