“Come scatarrare sui cittadini onesti”. Così l’ex ministra e deputata M5s Lucia Azzolina ha commentato la decisione presa martedì dal consiglio di garanzia del Senato, che con i voti di Forza Italia e Lega ha confermato la decisione di riassegnare il vitalizio a Roberto Formigoni, nonostante la condanna per tangenti. Esultano i senatori pregiudicati: potranno presto riavere il loro vitalizio. Si indignano i politici, da Carlo Calenda a Claudio Borghi. Non per il vitalizio ai condannati, bensì per il termine usato da Azzolina. Sulla restituzione dell’assegno non risulta nessun commento, né suoi profili social né nell’archivio Ansa. Questa volta sono gli stessi follower del leader di Azione e del deputato leghista a farlo notare: tra i commenti ai loro tweet contro la Azzolina ce ne sono diversi di sostegno, ma moltissimi criticano la mancata presa di posizione. Pensieri sintetizzabili nella frase di un utente: “Certo parliamo di scatarrare che non è elegante, mentre passiamo sul fatto che si ridà il vitalizio a un condannato che ha disintegrato la sanità in Lombardia”.

Calenda ha scritto in un tweet: “Non male per l’ex Ministro della pubblica istruzione. Scatarrare. Sofisticato“. Il leghista Borghi invece ha rispolverato la polemica in voga quando Azzolina era ancora ministra dell’Istruzione: “Con i tuoi banchi a rotelle pagavi un sussidio di mille euro al mese per dieci anni a mille poveri“. Forse il riferimento è alla decisione della commissione Contenziosa, presieduta da Giacomo Caliendo (pure lui di Forza Italia) che aveva paragonato il caso di Formigoni a quello dei percettori del reddito di cittadinanza.

Borghi e Calenda non sono gli unici a indignarsi per il termine “scatarrare” ma non per la restituzione del vitalizio ai condannati. C’è per esempio la deputata di Fratelli d’Italia, Paola Frassinetti, che parla di “un brutto scivolone da chi fino a pochi mesi fa guidava un dicastero che tra le sue prerogative ha anche l’insegnamento dell’educazione e della proprietà di linguaggio”. La parlamentare del partito di Giorgia Meloni chiede ad Azzolina di scusarsi “immediatamente”. E sul vitalizio a Formigoni? Nessun commento, né oggi né in passato. Fratelli d’Italia, nella commissione di garanzia del Senato, ha votato no alla restituzione del vitalizio a Formigoni, ma la decisione finale dell’organismo è stata coperta dal silenzio tombale del partito durato fino a sera.

Poi, ovviamente, anche da Forza Italia arrivano le critiche ad Azzolina, senza nascondere in questo caso la soddisfazione per la sentenza che ha restituito l’assegno all’ex governatore della Lombardia. “Le manifestazioni pubbliche dei Cinquestelle contro la sentenza sono una gravissima intimidazione non verso dei senatori-semplici ma contro dei senatori-giudici che svolgono una funzione giurisdizionale”, sostiene il senatore di Fi Francesco Giro, membro del Consiglio di Presidenza. “Io se fossi in loro denuncerei per diffamazione la Azzolina, una ex ministra che ha definito la decisione del Consiglio di Garanzia del Senato come uno ‘scatarrare sui cittadini onesti’. È gravissimo”.

“In questo caso fa molto più schifo il provvedimento a favore del “celeste” che le parole usate dalla grillina”, è invece il parere di un utente che commenta il tweet di Calenda. In molti criticano il leader di Azione: “È sintomatico che lei veda la volgarità più nel termine utilizzato che nell’atto descritto (in maniera assolutamente adeguata)”, si legge in un altro commento. “Sarebbe interessante sapere se lei oltre che sulla forma è in disaccordo anche sul contenuto”, scrive ancora un utente, sottolineando appunto il silenzio di Calenda sul merito della questione. Stessa sorte toccata a Borghi: “In ogni caso su Formigoni ha ragione.. il vitalizio è un offesa verso gli italiani onesti”, è una delle risposte al suo tweet. E ancora: “Questa se la poteva risparmiare onorevole Borghi, non ci sono giustificazioni su Formigoni”.

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