A volte nella storia dell’arte ci sono idee, intuizioni, azioni che contribuiscono a cambiare radicalmente il corso degli eventi. Uno di questi concetti “rivoluzionari” fu senza dubbio la volontà collezionistica di Paolo Giovio, nato a Como nel 1483 e ordinato vescovo nel 1528. Era un uomo di grande cultura, con un debole per l’arte: proprio l’amicizia con il cardinale Giulio de’ Medici (poi Papa Clemente VII) deve averlo spinto intorno al 1520 a concepire una collezione unica nel suo genere, quella dei ritratti degli “uomini illustri” che, tra le altre cose, l’avrebbe reso famoso. Perché al momento della sua morte – avvenuta nel 1552 a Firenze (oggi riposa nella Basilica di San Lorenzo, la chiesa dei Medici, e la sua presenza è testimoniata da un grande monumento funebre nel chiostro del complesso laurenziano scolpito da Francesco Giamberti da Sangallo nel 1574) -, Giovio aveva collezionato centinaia di ritratti ricavati da innumerevoli fonti come affreschi, dipinti, ritratti funerari e medaglie. Questi dipinti si trovavano nel Museo di Giovio, a Borgovico sul lago di Como, una delle sue varie dimore.

E sempre grazie a una positiva intuizione, l’allora Duca di Firenze, Cosimo I de’ Medici, spedì nella residenza lariana il pittore Cristofano dell’Altissimo per farne delle copie da portare a Firenze. Da Vasari si sa che nel 1568 erano già state realizzate 280 copie, le quali inizialmente erano custodite in Palazzo Vecchio. Ma quando, nel 1581, Francesco I de’ Medici (figlio di Cosimo I) decise che l’ultimo piano degli Uffizi doveva diventare “a uso di galleria” perché desiderava “mettervi di molte statue grandi et piccole che tenevo sparse alla infusa”, il moderno concetto di museo in pratica era nato e prima o poi anche i dipinti sarebbero finiti a far compagnia alle opere scultoree tanto care a Francesco.

Infatti fu il suo successore, il fratello Ferdinando, a decidere già nel 1587 di spostare da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti la serie dei ritratti di uomini famosi, copiata nel Museo di Giovio; nel frattempo i ritratti erano diventati 400 (ma oggi sono quasi 500) e avevano iniziato a adornare i corridoi degli Uffizi. Fin qui la storia.

Da oggi i ritratti di due “uomini famosi” tornano temporaneamente “a casa” per una mostra temporanea che non ha precedenti. Organizzata dal Comune di Como, con Fondazione Alessandro Volta e la collaborazione della Galleria degli Uffizi, si apre dal 15 maggio negli spazi della Pinacoteca civica la mostra Capolavori a confronto. Uomini illustri in un viaggio immersivo tra Como e gli Uffizi, che proseguirà con ingresso libero fino al 19 settembre.

La novità dell’esposizione è costituita dal fatto che per la prima volta a Como due dipinti della “Serie Gioviana” degli Uffizi saranno esposti insieme a due ritratti originali del Museum di Paolo Giovio custoditi nella Pinacoteca (che della serie originale di ritratti ne conserva 40). In particolare degli Uffizi saranno in mostra i ritratti cinquecenteschi dello stesso Paolo Giovio e di Leonardo da Vinci, opere di Cristiano dell’Altissimo, mentre i ritratti della Pinacoteca comasca raffigurano Baldassarre Castiglione e Niccolò Leoniceno, rispettivamente dipinti da Bernardino Campi e Dosso Dossi.

Almeno per quanto attiene ai dipinti degli Uffizi, certo non si tratta di capolavori, ma la loro presenza a Como testimonia – oltre che lo storico intreccio tra Como e Firenze di Giovio – anche l’amore mediceo per l’arte dipinta, e in particolare per la ritrattistica (anche quella non aulica), che aveva già preso vigore a metà Cinquecento e che dopo circa un secolo sfocerà nell’originale e unica e più ricca (al mondo) collezione degli Autoritratti di artisti, iniziata dal cardinale Leopoldo de’ Medici, che oggi conta oltre 1800 pezzi, per lo più “invisibili”, poiché gli oltre 500 esemplari che una volta adornavano il Corridoio Vasariano da anni son tornati in deposito in attesa di una nuova, ampia, dignitosa collocazione.

Completa l’esposizione temporanea della pinacoteca comasca, un’installazione multimediale e immersiva realizzata da Olo Creative Farm che, attraverso uno storytelling ricco di particolari, informa il visitatore sulla storia delle collezioni “parallele” di Como e Firenze e quella dei personaggi raffigurati; per l’installazione si tratta di un’esperienza innovativa che per la prima volta viene proposta nella Pinacoteca.

INFO MOSTRA

Capolavori a confronto | Uomini illustri in un viaggio immersivo tra Como e gli Uffizi
Dove | Pinacoteca Civica, Campo quadro, via Diaz 84, Como
Quando | Dal 15.05.21 al 19.09.21
Orari: martedì – domenica, ore 10 – 18 (ultimo ingresso ore 17.30)
Ingresso gratuito alla mostra “Capolavori a confronto. Uomini illustri in un viaggio immersivo tra Como e gli Uffizi”; prenotazione obbligatoria al link https://reservo.me/fondazionealessandrovolta/
La visita alla mostra, comprensiva dell’installazione multimediale, ha una durata di ca. 10 minuti
Il biglietto di ingresso per visitare tutte le sale della Pinacoteca inclusa la mostra Miniartextil (facoltativo) ha un costo di € 7.00, ridotto € 5.00
Info | pinacoteca@comune.como.it, www.visitcomo.eu
Social | Account Facebook e Instagram @museicivicicomo

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Va’, pensiero, mini-storia del canto del Nabucco: da (presunto) inno mancato a ossessione leghista (e ritorno). Ma a Verdi piaceva Fratelli d’Italia

next
Articolo Successivo

Bronx in letteratura: curiosità, storie inedite, misteri su una New York insolita e segreta

next