Alla fine San Gennaro ha fatto “il miracolo”. Alle 17,18 del 2 maggio, quasi al termine del secondo giorno di preghiera, si è ripetuto il prodigio della liquefazione del sangue del Santo a Napoli. Sia sabato 1 maggio che nella mattinata di oggi il sangue era rimasto liquido mentre erano continuate le preghiere e le celebrazioni eucaristiche.

Sono tre le date nelle quali i napoletani si riuniscono in preghiera per invocare lo scioglimento del sangue: il 19 settembre, giorno del santo patrono e anniversario del suo martirio, il 16 dicembre – in ricordo dell’intervento con cui si attribuì a San Gennaro il miracolo che bloccò l’eruzione dl Vesuvio nel Seicento – e il primo sabato di maggio, in ricordo della traslazione dei resti del Santo dall’agro Marciano e da Montevergine a Napoli. Lo scorso dicembre “il miracolo” non si era ripetuto, così molte delle speranze erano state risposte in questo weekend di tentativi.

Raramente il prodigio avviene anche in altre date e per lo più in occasione di visite di personaggi religiosi illustri, anche non cattolici. Il 21 marzo 2015 si sciolse nelle mani di Papa Francesco nella cattedrale di Napoli. Non avvenne così con Benedetto XVI in visita nel capoluogo campano il 21 ottobre 2007, né con San Giovanni Paolo II per tre giorni a Napoli nel novembre 1990. Prima di Bergoglio, il sangue di San Gennaro si era sciolto solo per il Beato Pio IX in esilio a Gaeta dopo i moti rivoluzionari del 1848 e la proclamazione della Repubblica romana.

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