Quella tra il ristoratore Stefano Zampieri e Andrea Crisanti è stata una discussione accesa, simbolo della difficoltà, da entrambe le parti, di trovare un punto di incontro che permetta le riaperture senza andare incontro a rischi per la salute dovuti alla ancora più che temibile e diffusa pandemia. Entrambi ospiti di Myrta Merlino a L’aria che tira, su La7, Zampieri ha attaccato Crisanti, che è contrario alle riaperture: “Se lei mi dà 200mila euro, perché io tanti ne ho persi, poi non mi sentirà mai lamentarmi… Da quanto sono ignorante, quei 200 miliardi li avrei dati alla sanità pur di tenerci aperti con un protocollo. Non vogliamo ristori, non vogliamo soldi dallo Stato”. Ovvero, Zampieri vuole lavorare, non vuole soldi dallo Stato ma tenere aperto il suo ristorante. La risposta del professore di Microbiologia a Padova è pacata ma dura: “Non sono abituato a questo tipo di conversazioni quindi mi trovo un po’ a disagio. Se lei avesse i ristori non saremmo qui a parlare. Gli interessi suoi e quelli della popolazione coincidono. Morire asfissiato è una delle peggiori morti che si può avere“. Crisanti ha poi fatto riferimento alla Gran Bretagna: “Ha allentato le misure di restrizione, ed è entrata in una situazione identica alla nostra da lunedì prossimo con la differenza che loro hanno 30 morti al giorno, 2mila casi al giorno e il 70 per cento della popolazione vaccinata… Quale governo ha più rispetto della salute? Lasciamo dare la risposta ai cittadini”. Qualche giorno fa lo chef Giorgio Locatelli, ospite di Piazza Pulita, aveva parlato in modo simile con riferimento al suo ristorante londinese: “Questa idea della chiusura e riapertura e così via non ha fatto un favore all’Italia. Noi abbiamo avuto questo lockdown che è partito dall’8 di dicembre ed è finito la settimana scorsa, abbiamo più di 40 milioni di vaccinati: io ho 58 anni e domani vado a fare il secondo vaccino. Sta funzionando e sta dando una grande serenità alle persone, la gente è per strada, i negozi sono aperti. Il nostro sistema di pagamento delle tasse ha funzionato benissimo, noi abbiamo ricevuto l’80% dello stipendio, fino a 25 mila sterline che sono 28 mila euro, dal primo mese. Il datore di lavoro ha dato il primo stipendio e dopo 4 giorni abbiamo ricevuto il rimborso dello Stato. E siccome i nostri ristoranti funzionano come una famiglia estesa io non potrei immaginare in che situazione sarei stato con tutti i miei ragazzi che non avevano ricevuto lo stipendio. E questo so che in Italia, in certe regioni, è stato catastrofico”.

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