Dopo i ritardi di consegna del vaccino Astrazeneca, in Toscana da ieri, giovedì 8 aprile, sono stati chiusi momentaneamente, per mancanza di dosi da somministrare, tutti gli hub regionali. Lo stop ha destabilizzato anche gli operatori sanitari e tutto lo staff tecnico che serve a mandare avanti la “filiera dell’inoculazione”, che hanno lavorato senza tregua anche nel fine settimana e nei giorni di Pasqua e Lunedì dell’Angelo. Uno sforzo richiesto dalla Regione Toscana, dopo l’avvio della campagna vaccinale a rilento, ma che oggi sembra essere stato vanificato dal mancato arrivo delle dosi del vaccino di Oxford. Proprio il siero inglese, infatti, è quello maggiormente usato negli hub visto che, in Toscana, Pfizer e Moderna vengono gestiti da strutture sanitarie e medici di base o a domicilio. Così a fronte di un dispiego di forze e organizzazione logistica che da due settimane consentirebbe un ritmo di immunizzazione ben più alto, a causa dell’impossibilità di avere le dosi ci si è ritrovati prima a frenare e ora addirittura a chiudere le prenotazioni fino all’arrivo di nuove forniture.
La prossima consegna di dosi Astrazeneca è attesa dopo il 14 aprile, anche se ora pesa l’incognita organizzativa data dal cambio di regole per la somministrazione, ora consigliata solo agli over 60. “Non sappiamo niente né sui tempi, né sulle quantita”, spiega al Fatto.it Alessandro Campani, direttore della zona Asl della Toscana Versilia. “Potevamo recuperare i ritardi se avessimo avuto un rifornimento adeguato”, sottolinea Luigi Filippini, coordinatore sanitario della zona Asl delle Alpi Apuane. Intanto, mentre gli hub sono chiusi, sono migliaia i cittadini che si collegano ogni giorno al portale prenotazioni nella speranza (per ora vana) di tornare a prendere appuntamento.

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