Chi l’ha visto, la storica trasmissione di Rai 3 sulle persone scomparse, ha contribuito in centinaia di casi di ritrovamenti. Senza dimenticare quello clamoroso nel 1998, con tanto di confessione, di Ferdinando Carretta che si autoaccusò della strage della sua famiglia: madre, padre e fratello. Quindi non stupisce l’agitazione dei social intorno al tweet della trasmissione con l’annuncio che domani sera 31 marzo tratteranno il caso di Denise Pipitone di cui non si hanno notizie dall’1 settembre del 2004, quando sparì da davanti casa sua improvvisamente. Dopo 17 anni e molte indagini, un processo alla sorellastra finito con un’assoluzione, in Russia è spuntata una 21enne che in alcuni tratti assomiglia a Piera Maggio, la madre di Denise che per anni ha continuato a cercarla, che dichiara di non conoscere la sua mamma e di esser stata trovata in un campo nel 2005, pochi mesi dopo la sparizione della piccola siciliana. “Vi racconto com’è andata. La segnalazione è nata quasi per caso, da una nostra telespettatrice che ha riferito che a Mosca c’è una giovane donna che ha la stessa età di Denise e che somiglia moltissimo a Piera Maggio, la mamma della piccola scomparsa 17 anni fa – ha spiegato Federica SciarelliForse è una suggestione dovuta alla somiglianza, ma la giovane donna ha la stessa età che avrebbe oggi Denise. Noi stiamo con i piedi per terra, non vogliamo dare nessuna certezza, anche perché Piera ne ha viste e passate tante in questi anni. Le coincidenze temporali ci sono e anche una somiglianza tra la giovane e Piera. La bambina ‘russa’ venne trovata in un campo nel 2005 e non sapendo chi sia la sua vera madre, è andata in una trasmissione tv russa per mostrare il suo volto e lanciare a sua volta un appello alla vera famiglia. Ora vanno fatte tutte le verifiche: occorre avere pazienza ed essere scrupolosi“.

Gli autori e la squadra di giornalisti della trasmissione hanno lanciato un video in cui si vedono la foto della signora Maggio e l’immagine della ragazza che sta cercando la sua famiglia in Russia. “Sarebbe troppo bello per essere vero, ma ve lo vogliamo raccontare lo stesso – si sente nel promo della puntata in onda stasera su inizia così il promo della nuova puntata di Chi l’ha visto?, che da anni si occupa del caso della scomparsa di Denise Pipitone. Quella di Denise è una storia complessa, è stato celebrato un processo e sono state aperte più inchieste. Queste sono solo cinque tappe di un intricato caso tuttora irrisolto.

1 settembre 2004 – Denise Pipitone non aveva ancora 4 anni quando scomparve a Mazara del Vallo. Era il 1 settembre del 2004 e da allora non si hanno più notizie. La bimba stava giocando davanti casa quando intorno a mezzogiorno sparì nel nulla. Da quel giorno la madre Piera Maggio non ha mai smesso di cercare la figlia e di chiedere di indagare.

25 marzo 2005 – L’esame del Dna su una bambina che era con alcuni nomadi aveva dato esito negativo. A Piera Maggio però era bastato bastato uno sguardo nella caserma di Abbiategrasso (Milano) per capire che la bambina segnalata non era la figlia. Poi, a fugare ogni possibile dubbio, giunse anche il risultato del Ris dei carabinieri. Nel corso del tempo ci sono state altre segnalazioni e altri esami del Dna anche all’estero, come in Grecia

6 dicembre 2014 – La Procura di Marsala apre un’inchiesta per omicidio dopo l’acquisizione di una intercettazione ambientale dell’11 ottobre 2004 in cui si ascolta un dialogo tra Jessica Pulizzi e la sorella minore e che faceva riferimento alla madre Anna Corona. Il fascicolo fu aperto mentre era in corso il processo alla ragazza.

5 settembre 2017 – Diventa definitiva l’assoluzione di Jessica Pulizzi, figlia di Pietro, padre naturale di Denise. La ragazzina, 14enne quando la bimba scomparve, fu coinvolta nell’inchiesta a 17 anni, indagata e processata. È sempre stata assolta al termine dei processi svoltisi a Marsala e a Palermo e infine a Roma. Nelle motivazioni i supremi giudici della Cassazione ricordarono che la sorte della scomparsa “è tuttora sconosciuta” e che a carico della Pulizzi, accusata di concorso in sequestro e per cui in appello erano stati chiesti 15 anni, non c’erano prove. Un secondo imputato, il fidanzato di Jessica, l’italo-tunisino Gaspare Chaleb, era accusato di false dichiarazioni al pm, ma il reato è stato prescritto. Anche la madre della Pulizzi era stata indagata e archiviata.

11 ottobre 2017 – La Procura di Marsala aveva disposto che tutte le impronte rilevate dagli investigatori in vari luoghi e su diverse auto fossero sottoposte a un esame per la ricerca del Dna su richiesta della famiglia.

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