“Perché non siamo sbarcati a Malta? Perché era un porto piccolo e perché ha autorizzato lo sbarco solo per trenta persone (su 164, ndr) e il resto delle persone che avevamo a bordo non poteva comprendere perché solo in 30 potessero scendere e non lo potevamo capire neanche noi, perciò abbiamo detto: o tutti o nessuno”, così risponde alle domande dei giornalisti il comandante della Open Arms, Marc Reig Creus, al termine dell’udienza che vede imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nell’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo.

Raggiungere Spagna, poi, era impossibile – ha continuato il comandante – sia per la situazione delle persone a bordo, che per il fatto che avevo un porto a 700 metri e bisogna recarsi nel porto più vicino, più sicuro”. La Open Arms restò in mare senza l’autorizzazione ad attraccare per 20 giorni, nell’agosto del 2019: “Furono giorni molto duri, un periodo di tempo troppo lungo, troppo”, ha concluso Creus.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Open Arms, il pm ha chiesto il processo per Salvini: “Fu sequestro di persona. Decisioni prese dall’ex ministro, nessuna condivisione”

next
Articolo Successivo

A difesa dell’inchiesta di PresaDiretta sul processo ‘Rinascita Scott’

next